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Rest Stop

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Rest Stop 2.00 of 5 1 Vote.
Rest Stop, cioè area di sosta, un luogo dove ci si ferma per riposarsi. In questo caso il riposo sarà eterno. Primo film della Raw Feed, etichetta direct-to-video della Warner Bros e debutto sulla lunga distanza di John Shiban, mestierante che ha firmato un episodio di X-Files. Nicole decide di fuggire di nascosto con il proprio ragazzo, Jess, per andarsi a divertire in California con erba e sesso libero. Lungo la strada la natura chiama, così si fermano in una zona di sosta per usare la toilette. Pessima idea, perchè da quel momento Nicole verrà braccata da un pazzo psicopatico a bordo di un furgoncino. Il killer, però, sembra nascondere ben più che una natura umana. Il suo regno da omicida dura da decenni e Nicole comincia a incontrare le altre vittime trucidate dal maniaco. Forse l'area di sosta è un limbo dove si espiano i peccati, un'anticamera dell'inferno.


Dico forse perchè Rest Stop ha il problema di non riuscire ad essere chiaro su dove vuole andare a parare. Come un lavoretto fatto in casa dal primo della classe, Shiban unisce diverse influenze, in primis The Texas Chainsaw Massacre, ma infarcisce il tutto di trovate prese anche da Alta Tensione e Wolf Creek. Per evitare di essere l'ennesimo film fotocopia, il regista ci aggiunge una componente sovrannaturale che ricorda le atmosfere surreali alla Twilight Zone. La protagonista finisce nelle mani di una famiglia di crumiri bigotti che si portano appresso un nano deforme con la passione per la fotografia, che pare essere la chiave del film. O forse no. Rest Stop non si prende la briga di darci una risposta. Ci dà ad intendere che i personaggi che Nicole incontra e che faranno una brutta fine, hanno delle colpe da espiare e in qualche modo Dio, il Destino o chi per lui ha avuto l'idea di scegliere un cesso puzzolente come purgatorio (o inferno) e un serial killer sanguinario come angelo vendicatore. Shiban gira bene e ha un buon uso del digitale, capisce di dover abbondare con la violenza e ci dà dentro con le torture, il sangue che cola, le lingue tagliate e ripropone la sempre efficace immagine della ragazza che scappa mezza nuda e ricoperta di sangue. Convenzioni, nient'altro. Tra uno sbadiglio e l'altro si cerca di trovare interesse per la sorte della ragazza...ma non basta. Finale che più criptico non si può.

 

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