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Rec [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Rec [2] 3.00 of 5 1 Vote.
Siamo a Barcellona. Angela è la conduttrice del programma televisivo Mentre tu dormi, sorta di incrocio tra i nostri Verissimo e Real TV| che si occupa di mostrare la vita vera delle persone, e la puntata che sta registrando insieme al cameraman Pablo ha come soggetto la vita di un gruppo di pompieri. Il loro lavoro sembra tranquillo, un pompiere lo definisce routinario (perlopiù sono chiamati dove ci sono perdite d'acqua o a salvare animali domestici come succede nei film). Ma Angela non è soddisfatta, è alla ricerca di uno scoop che le farà fare il grande salto e si augura che i pompieri vengano magari chiamati per domare un incendio. E la chiamata infatti arriva puntuale ma purtroppo si tratterà di qualcosa di ben più terribile.Dimenticatevi i precedenti film di Balaguerò e Plaza e gustatevi questo piccolo gioiellino di tensione e spavento. E' da parecchio che un film horror non mi faceva sobbalzare sulla poltrona e REC ha centrato in pieno il bersaglio con una sceneggiatura che si avvale sapientemente di pochi ma essenziali elementi che confluiscono in un'atmosfera agghiacciante e paurosa. Nonostante sia quasi interamente ambientato in un unico luogo chiuso, un palazzo, la storia non risulta mai noiosa e neppure monotona, anzi, la limitatezza dello spazio accresce il senso di panico dei protagonisti e dello spettatore.Il film è girato tutto in soggettiva e la storia si svolge sotto l'occhio indefesso della telecamera di Pablo che proietta lo spettatore all'interno della vicenda accrescendo il pathos.Questa dinamica di ripresa non è certo una novità, si pensi infatti a Blair Witch Project ma, a differenza di queste due pellicole, in REC i movimenti non sono fastidiosi e danno l'impressione di trovarsi su di una barca in balia di marosi sballottanti. Ma sul modo di riprendere si può sollevare una critica: è altamente inverosimile che ad un certo momento Pablo non scaraventi a terra la telecamera per scappare a gambe levate, mettersi a gridare istericamente oppure aiutare gli altri a trovare una via d'uscita. Forse i registi hanno volutamente calcato la mano su quest'aspetto per farne una critica al mondo televisivo attuale dove tutto ciò che fa audience va mostrato, anche la morte, e si deve continuare a riprendere ad ogni costo.Del resto è anche un pò il credo di Angela: la giornalista ritiene che tutto vada ripreso per mostrare la verità ma non è questo che va cercando, bensì lo scoop, il colpo giornalistico che la catapulterà nell'olimpo delle celebrità televisive. Si assiste ad una progressiva e massiccia spettacolarizzazione della notizia, al cosiddetto infotainment in cui confluiscono informazione e intrattenimento e Angela si trasforma in un perfetto anchorman con la complicità degli inquilini del palazzo che si mettono in posa per le interviste rubandosi la parola l'un l'altro. Anche la tragedia e l'orrore diventano spettacolo e mai, per nulla al mondo, bisogna smettere di filmare. Mostrare la morte fa notizia, fa sensazione e allora va esibita: una persona viene uccisa e la preoccupazione è quella di riavvolgere il nastro per vedere se la scena è stata registrata. E l'esortazione/comando di Angela a Pablo di riprendere tutto, ma proprio tutto, ricorre in maniera ossessiva per l'intero il film, a cominciare dal titolo stesso.Al di là di queste mie considerazioni (forse ho voluto leggere in questa pellicola più di quanto in realtà fosse l'intento dei registi), sta di fatto che REC è un bel film, con una trama solida e ben costruita. Le scene splatter sono ben dosate e l'atmosfera che ne deriva è davvero spaventosa e riesce nell'intento di terrorizzare.

 

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