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Prossima Fermata: L'Inferno

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Correva l'anno 1984 quando lo scrittore horror inglese Clive Barker metteva il primo tassello per costruire quella che sarà una carriera di tutto rispetto nella letteratura horror mondiale. Una raccolta di sei racconti andavano a costituire il primo dei Libri Di Sangue. Opera prima con cui lo scrittore si fa conoscere in tutto il mondo. Amante dello splatter fin dagli esordi, il nostro Barker intitola uno dei racconti Midnight Meat Train aka Macelleria Mobile Di Mezzanotte, racconto malsano, estremamente gore e iperviolento, permeato da una disperazione che è un pugno allo stomaco. Ci sono voluti 24 anni, ma finalmente abbiamo la trasposizione cinematografica omonima del racconto.

Midnight Meat Train è stato concepito per il mercato Home Video e la regia con stupore di molti viene affidata, con l'avvallo di Clive Barker stesso, a Ryu00fbhei Kitamura, conosciuto per il suo videoludico e ultrasplatter Versus, film di intrattenimento demenziale su lotte mortali tra zombi, gangster e zombie-gangster in un bosco sperduto del Giappone. Proprio il fatto che Versus sia stato stroncato dalla critica e dai fans dell'horror ha gettato i primi dubbi riguardo al progetto. La sceneggiatura viene invece affidata a Jeff Buhler, personaggio semisconosciuto se non per lo script di un film minore. Le prime indiscrezioni sul progetto e il primo sospiro di sollievo lo si tira quando si vede comparire nelle foto assieme al regista Giapponese lo stesso autore del racconto, il quale si dedica ad una supervisione serrata sul progetto come lui dichiarerà in seguito.

L'enigma maggiore era riguardo a chi avrebbe interpretato il macellaio protagonista del racconto: la scelta è caduta su Vinnie Jones, attore dallo sguardo implacabile piuttosto conosciuto per film quali The Snatch, Mean Machine e Swordfish per citarne alcuni. Scelta azzeccata dato che la glacialità con cui interpreta il macellaio Mahogany è pressoché perfetta. Il giovane fotografo, che nel racconto inizia ad indagare su questo strano e nottambulo personaggio, viene interpretato da Bradley Cooper, il quale veste in maniera efficace i panni di qualcuno che si trova di fronte a qualcosa più grande di lui ma che non può fare a meno di seguire per carpirne i segreti.
Girato in digitale annovera colori freddi, tonalità livide che si sposano con la gelida lucentezza del metallo che compone la Subway della Grande Mela. La fotografia è statica, chirurgica, essenziale e che non spazia mai oltre l'azione. Il senso di claustrofobia si percepisce in particolare nelle sequenze nella metropolitana. Vi sono parti girate anche nel mattatoio dove lavora il macellaio durante il giorno, anch'esse sono fredde e cercano di ottimizzare il parallelismo tra ciò che avviene nel vagone di mezzanotte e quello che avviene coi i quarti di bue nell'azienda.
Lo splatter abbonda, ma proprio qui troviamo il difetto del film: l'uso della CGI è grossolano e appare fin troppo artificiale anche nel colore del sangue, rovinando l'invettiva delle morti che è in alcuni casi degna di lode. Il film segue pari passo il racconto in maniera didattica. E' evidente che di Kitamura nella pellicola ci sia ben poco; non lo considererei un difetto, ma Midnight Meat Train appare quasi senz'anima, non si riconosce nulla dello stile del regista Giapponese ed è meglio così visti i trascorsi.

Una regia asettica è però perfetta per una tale operazione: qui non serve calore umano, qui ci si limita ad osservare una serie di fatti che accadono in maniera inesorabile e quotidiana. Mahogany lavora come un automa e quando ha finito di lavorare al mattatoio si prepara al suo secondo e segreto lavoro in maniera inflessibile, precisa. La Macelleria Mobile Di Mezzanotte è una macchina perfetta che deve essere gestita da un essere impassibile, senza sentimenti.
In definitiva il film funziona; è un lavoro costruito a tavolino che non sfigura mai, a parte i sopraccitati effetti speciali. C'è da dire che non è facile trasporre un lavoro di Barker e Midnight Meat Train non è certo il più semplicistico. Anche il finale è ben riuscito e avendo letto il racconto era la parte che suscitava più interrogativi sul come sarebbe stata realizzata. Senza infamie e senza particolari lodi. Un'opera funzionale al testo da cui è tratto, forse Kitamura ha trovato una sua dimensione dignitosa nel creare film su commissione.

 

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