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Presenze Invisibili

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Presenze Invisibili 2.00 of 5 1 Vote.
Girare una pellicola direttamente per il mercato Home Video o riciclare in DVD film realizzati per la TV è diventato un fenomeno ad uso e consumo degli onnivori del cinema, da coloro cioè che non riescono a perdersi neppure un film tra quelli elencati nel proprio videonoleggio. Ma come districarsi dall'enormità di titoli che periodicamente invade il mercato, rischiando seriamente di saturarlo? Esistono riviste e siti internet che possono aiutare l'acquirente nella sua scelta, ma non sempre sono sufficienti per comprendere la bontà di una pellicola. Nel caos delle produzioni minori può emergere qualche nome sorprendente, ma anche titoli di scarso interesse, come quello in esame.Siamo a Point Ridge, una delle tante cittadine della grande provincia americana. La storia ha inizio con il giovane Daniel, uno studente avviato al college, che, alla vigilia del suo diciottesimo compleanno, scopre i suoi genitori che custodiscono un segreto celato in una strana scatola. Il ragazzo riesce a recuperarla ed al suo interno trova un oggetto insolito e fogli che riportano simboli sconosciuti. Li consegna per un'analisi ad un ricercatore, ma non ottiene risposte soddisfacenti. Intanto per le vie della città si respira un'atmosfera bizzarra, con strane figure che si nascondono alla vista degli umani e persone che mangiano cibi poco convenzionali (avete mai visto un ragazzetto che si pappa un topo al posto di un normalissimo hamburger?). Nel frattempo Daniel riceve la telefonata di un amico ritenuto scomparso che lancia un messaggio allarmante: loro sono tra noi! Daniel non tarderà molto a comprendere il valore della frase e, grazie all'incontro con un agente in gonnella, scoprirà che un gruppo di alieni si nasconde nella cittadina prendendo sembianze umane. Il problema principale è che si tratta solo di una delle colonie sparpagliate per tutto il paese!
Il destino di Daniel è diventare una sorta di ibrido metà umano e metà alieno; riuscirà a fuggire da quell'orrore?


L'incipit prende spunto da diversi film del passato, ad iniziare dalla vecchia sci-fi anni 50 (L'Invasione degli Ultracorpi, Invasori Spaziali, tanto per citare qualche esempio), ma anche da titoli quali Society di Yuzna, dal quale recupera in parte il senso di società elitaria e una particolare atmosfera morbosa. L'idea alla base del progetto non era affatto malvagia, seppur tutt'altro che originale, però mancano la necessaria verve ed il dinamismo per il salto di qualità da prodotto mediocre in qualcosa di appetibile. Contribuiscono al malessere anche gli attori, volti tipicamente televisivi (forse troppo): qualche faccia conosciuta, come Boxleitner o la Visitor, non basta a raddrizzare le sorti di questa pellicola, occorre ben altro. Certe ambientazioni surreali ricordano le storie di DeCoteau (e non è un vanto!), dove l'ambiente risulta troppo pulito e asettico e non rappresenta adeguatamente il disagio che i protagonisti dovrebbero mostrare di fronte all'invasione aliena. Se aggiungiamo che il tutto è stato girato in maniera lenta, svogliata e con suspance limitata (sono pochi i misteri legati al film che non emergono nella parte iniziale), ecco che il tedio si fa largo tra gli spettatori.


Ad aggiungere noia concorrono anche i dialoghi scontati e molto televisivi, corroborati da un doppiaggio ovviamente a basso costo ed a tratti ridicolo: un attore orientale viene doppiato con un marcato accento romano! Era dai film di Stephen Chow (ricordate Shaolin Soccer e Kung Fusion?) che non udivo qualcosa di simile.
Da segnalare ancora una colonna sonora nei limiti della decenza, anche se non emerge per qualità tecnica, e dei trucchi piuttosto semplici, ma che risultano discretamente efficaci (una delle poche note liete all'interno del film).
Chi ha avuto occasione di osservare il trailer visionabile sulla Rete, rimarrà sicuramente deluso dal risultato finale di Presenze Invisibili, film destinato ad un pubblico televisivo, dal budget risicato e dai contenuti mediocri; meriterebbe un voto più basso, ma tengo conto del target a cui era destinato inizialmente. Meglio tornare comunque sul mercato alla ricerca di qualche pellicola più coinvolgente...

 

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