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Pericolo in Agguato: Procedura Ossessiva

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Pericolo in Agguato: Procedura Ossessiva 3.00 of 5 1 Vote.
Sulla capacità del grande John Carpenter di creare film di alto livello avendo a disposizione mezzi molto esigui si è già detto molto, ma vale la pena ritornarci gustandosi questa produzione minore datata 1978.Dopo aver girato quella pietra miliare dell'exploitation che è Distretto 13 e con la mente impegnata a concepire Halloween, Carpenter realizza per la televisione questo bel thriller che vede la regista televisiva Leigh Michaels cadere nella spirale di paura in cui la getta un misterioso stalker. E' un Carpenter con il freno a mano tirato quello che vediamo in questa pellicola, ma è interessante notare la direzione in cui il regista decide di sviluppare la vicenda, dovendo fare i conti con i limiti imposti dalla produzione televisiva.Lasciando da parte le implicazioni erotico-voyeuristiche potenziali in una simile storia, il regista si concentra sul punto di vista della narrazione, cercando di sovrapporlo il più possibile a quello della protagonista e rendere partecipe lo spettatore delle sue angosce. Vedendo il film abbiamo poche informazioni in più rispetto alla protagonista, e come lei assistiamo a una persecuzione subdola, un agire che logora psicologicamente la vittima senza contatto fisico, finendo per percepire il maniaco più come una presenza che come una persona concreta.Visto il nome del palazzo dove abita la protagonista, Arkam Tower, qualcuno ha parlato di atmosfere lovercraftiane senza ricorso al soprannaturale, cosa francamente discutibile. Piuttosto credo si debba pensare a come procede Carpenter in questa fase della carriera, abituato a raccontarci di nemesi senza volto, che sia la gang che colpisce come un'onda implacabile in Distretto 13 o la silenziosa ombra mascherata nota come Michael Myers. In questo senso lo stalker di Pericolo in Agguato agisce in maniera ancora più indefinibile, dando alla protagonista la sensazione di avvolgerla come una nebbia e colpendola con telefonate inquietanti e minacce nascoste in messaggi criptici.Il tributo ai grandi Maestri presente nel primo Carpenter è individuabile anche in questa pellicola, che certamente farà pensare a La finestra sul cortile di Hitchcock, ma non mancano i tocchi geniali originali, come la scena -spoiler- della lavanderia dove la protagonista si trova faccia a faccia con il suo persecutore, ma in una situazione tale per cui la percezione del maniaco rimane indistinta -fine spoiler-.In definitiva un valido thriller che rientra nella produzione minore del regista ma ne dimostra ugualmente le grandi doti.

 

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