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Paura 3D

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Paura 3D 3.00 of 5 1 Vote.
Un altro film claustrofobico di Antonio e Marco Manetti, stavolta horror dopo il recente fantascientifico L'arrivo di Wang.I registi ci credono e ci ha creduto anche la distribuzione, forse anche di più, visto che lo proporrà in Italia con 220 copie tutte 3D. è prodotto dai Manetti Bros, la Pepito Produzioni, Dania Film e Vision Project in collaborazione con Medusa Film, Sky Cinema e, last but not least, Mediaset Premium. Insomma quanto di meglio e di più si può avere per realizzare un film da noi, specialmente se di genere; un genere quello horror italiano adesso considerato di nicchia ma che ha fatto di personaggi come Mario Bava, Dario Argento e Lucio Fulci, registi famosi nel mondo considerati di culto.Lo diventeranno anche i Manetti? Non lo so, ma glielo auguro se non altro perchè riescono in un momento difficile per il cinema italiano, la solita trita e triste litania, a proporre il loro cinema non commissionato, non convenzionale ai dettami del dramma di stampo fiction, e a farlo con la speranza che il loro tentativo diventi anche quello di altri autori che come loro vorrebbero tradurre in video le storie estreme generate da cervelli che di cinema ne hanno macinato tanto.E di storia estrema si tratta nel loro ultimo film; di una normalità inquinata dalla follia, di pazzia mascherata nella normalità, di normalità tradotta a forza nell'incubo.Tre amici, pischelli di una periferia romana senza speranze ritagliata nel film come un videoclip puntellato da pezzi rap, si troveranno a vivere un'esperienza da incubo nella villa del Marchese Lanzi, un ottimo Peppe Servillo passato nuovamente al set, dopo le esperienze con altri registi come Calopresti e la Wertmuller, dai palchi del gruppo musicale Avion Travel.I tre ragazzi sono tutti molto bravi.Simone, Lorenzo Pedrotti, è il pensatore sfigato con le donne e giudicato noioso poiché pensante, Marco, Claudio Di Biagio è il gigante buono, musicista accannato e fessacchiotto e Ale, Domenico Diele, è quello dinamico e sempre trascinante, anche troppo visto che sarà proprio questa predisposizione strafottente che li trascinerà tutti nella tragica avventura.La storia è ispirata liberamente dal fattaccio di cronaca realmente accaduto di Natasha Kampush, la ragazza austriaca rapita all'età di dieci anni e tenuta prigioniera per otto da Wolfgang Priklopil prima di riuscire a fuggire e dal suo libro che racconta la vicenda vissuta, 3069 giorni. Al posto di Natasha nella finzione del Manetti movie troviamo Sabrina, una Francesca Cuttica, brava come nel precedente Wang, chiamata ad interpretare il ruolo difficile di un personaggio vittima di un inevitabile, drammatico transfert e per questo difficilmente inquadrabile e giudicabile.Paura 3D contiene molte scene nude e crude, per linguaggio coatto e situazioni sanguinolente, ed è questo il suo maggior pregio perché gli conferisce un'aura di verità fondamentale per la credibilità. Mi ha fatto però la stessa impressione di Wang; quella di un corto esteso, di una storia non evoluta compiutamente dall'embrione per ottenere un lungometraggio degno di questo nome.E mancano a supporto del film delle trovate di regia, non basta il 3D, che sostengano lo sviluppo di una sceneggiatura che a tratti avanza lenta e traballante, densa di azioni compiute dai personaggi che denotano una loro alta percentuale di stupidità, anche se sembra ormai essere un obbligato delle produzioni horror per giustificare situazioni altrimenti inverosimili.Ma a chi vedrà il film, probabilmente non interessa ed è anche giusto. Come diceva un tale; la gente va al cinema per essere intrattenuta, non per pensare.I Manetti spargono a pioggia citazioni volontarie e involontarie e la migliore è quella della natura minacciosa e angosciante dell'Argento dei tempi d'oro.
Efficaci le musiche di Pivio, stavolta senza il fratello Aldo De Scalzi, che sottolineano i momenti di maggior tensione con begli effetti in crescendo. In aggiunta al commento musicale troviamo, per la gioia di metallari incalliti, incursioni dei nostrani Death SS e Sadist, gruppi che come i Manetti, e nessuno sa il dannato perché, sono più considerati all'estero che in Italia.Gli effetti speciali truculenti sono dell'onnipresente Sergio Stivaletti, stavolta meglio che in altre produzioni.
Infine devo segnalare gli splendidi titoli di testa in animazione artistica di Sergio Gazzo che in breve riassumono in profondità tutto il contenuto del film e sono da applauso.Come nella migliore tradizione dei film horror il consiglio è di non scendere mai in cantina e di non aprire porte sull'ignoto, potreste trovare angeli malvagi e torturatori, ma se riuscite a risalire le scale potreste trovare anche di peggio; un orco terrorizzante che vi aspetta nell'ombra per massacrarvi.

 

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