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Pandemia

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Pandemia 2.00 of 5 1 Vote.
Un anno è ormai passato dalla terribile epidemia (sempre raccontata allo spettatore da una voce fuori campo e mai vissuta tramite flashback) che ha quasi annientato la popolazione mondiale. Nessuno sa cosa accadde, si ricorda solo che la pandemia dilagò con temporali carichi di pioggia, inquinò le falde acquifere e tramite l'acqua si propagò ovunque, contagiando anche l'uomo. Questa la trama di Pandemia, prima prova registica, in un lungometraggio, del campano Lucio Fiorentino. Il film, presentato fuori concorso nella sezione 'Tre passi nel mistero', in anteprima nazionale al 'Festival del Cinema Indipendente di Foggia', è una pellicola a basso budget basata sulla classica idea del contagio che annienta quasi completamente l'umanità. Partendo quindi dal presupposto di assistere ad un film catastrofico, la pellicola mi ha lasciato alquanto deluso: Pandemia è completamente privo di azione, non scorre; l'unico orrore presente, in una pellicola che dovrebbe essere catalogata come appunto horror o affine, è il senso di attesa che monta nello spettatore, attesa che però termina con un non-finale che ci lascia perplessi su ciò che abbiamo appena visto. Devo ammettere di aver forse assistito alla proiezione col presupposto sbagliato: essendo Pamdemia presentato in una rassegna di film dell'orrore (oltre all'opera di Fiorentino sono stati anche proiettati In The Market e Smile), mi aspettavo di vedere (nel bene e nel male) un 28 Giorni Dopo made in Italy, mentre mi sono trovato di fronte ad un film più che altro drammatico. La pellicola mostra infatti solo la difficoltà che una situazione del genere, quale può esserlo una pandemia, può creare tra i pochi sopravvissuti, rendendo la loro vita un inferno. Il regista, a sua detta grande appassionato di cinema, dirige con entusiasmo e mano sicura questo film che purtroppo proprio non prende lo spettatore. Forse la sceneggiatura, se sviluppata diversamente, sarebbe riuscita a rendere la trama più appetibile e interessante, in quanto ha buoni spunti però mal sfruttati, problema questo, tra l'altro, piuttosto comune nelle ultime produzioni horror italiane (Visions ad esempio). Da confinare quindi nel dimenticatoio.
Note: Pandemia si divide in due parti: la prima descrive la vita familiare; la seguente è (parole del regista) una sorta di road-movie a piedi. La prima parte rimanda all'incipit di 28 Settimane Dopo, ovvero quando Robert Carlyle e moglie sono rinchiusi in un'abitazione con altre famiglie. L'unica differenza (!) tra le pellicole è nell'evoluzione lodevole e piena d'azione del film di Fresnadillo, assolutamente mancante nell'opera prima di Fiorentino.

 

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