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Omen: Il Presagio (Remake)

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Omen: Il Presagio (Remake) 1.00 of 5 1 Vote.
Per il terzo anniversario della data 06/06/06 si è pensato bene di mettere in produzione un remake di un grande classico come Omen: Il Presagio, che alla sua prima uscita, nel '76, suscitò un grandissimo scalpore sia per gli avvenimenti luttuosi che accompagnarono le riprese del film (sul quale si pensò si fosse abbattuta una vera e propria maledizione), sia per l'eco mediatica che riuscì a generare, sbancando i botteghini di mezzo mondo e creando notevole interesse verso l'inquietante figura dell'Anticristo. Tralasciando la polemica sull'enorme quantità di remake che stanno inflazionando le sale con risultati, per la maggior parte dei casi, discutibili, è indubbio che la forza del successo dell'opera di Richard Donner risiedeva, oltre che nello strepitoso cast, soprattutto sull'ottimo script, quindi per questo rifacimento la strada sembrava già spianata in partenza. Ebbene, nonostante fosse un'impresa ardua, gli autori del nuovo Omen sono riusciti a rendere ridicolo anche il mito della bestia più inquietante mai comparsa sugli schermi.


John Moore, regista irlandese del mediocre Behind Enemy Lines, segue quasi alla lettera la sceneggiatura originale di David Seltzer, anche se attualizza la nascita dell'Anticristo ricollegandola a nefasti segni premonitori accaduti in questi ultimi anni, come la tragedia dell'11 Settembre, le catastrofi atmosferiche (vedi Tsunami) o la morte del Papa. Il problema è che gestisce il tutto senza ritmo, trascinando la vicenda in un gorgo di noia mortale. Arraffazzonato e frettoloso, Omen 2006 non sfrutta tutti i punti di forza presenti nel capostipite, in primis la figura del ragazzino, che qui sembra un tonto allucinato. Vista la prova sotto tono dell'intero cast, compresa la povera Mia Farrow che, nella parte di Mrs Baylock, non rende giustizia alla fantastica Billie Whitelaw (l'interprete del film originale), nasce il dubbio che gli attori non siano stati sfruttati al meglio delle loro reali capacità. Liev Schreiber ce la mette tutta per non far rimpiangere Gregory Peck, però Julia Stiles (Save the Last Dance) è sicuramente la principale responsabile di questo sfacelo. Note dolenti, come se non fosse già abbastanza quanto detto, anche per Jonathan Sela, il direttore della fotografia, autore di un pessimo lavoro (in più di un'occasione sbaglia totalmente le luci). Si salvano le ottime scenografie, ma non sono sufficienti a risollevare la mediocrità dell'intera operazione. Peccato veramente, anche perchè nelle giuste mani si sarebbe riusciti forse non a bissare il successo precedente, ma almeno a dare un giusto omaggio all'opera. Il prossimo millennio si vedrà.Curiosità: Nei panni di Padre Spiletto c'è uno dei volti più noti della cinematografia horror Made in Italy, ovvero Giovanni Lombardo Radice. L'attore ha partecipato a numerose pellicole di genere, come La Setta, La Chiesa, Apocalypse Domani, Cannibal Ferox, Paura nella città dei morti viventi e altre.

 

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