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Ombre dal Passato

Rating: 1.00/5 (1 Vote)
Ombre dal Passato 1.00 of 5 1 Vote.
Ormai ho perso il conto, non ricordo più a che numero siamo arrivati. Non riesco a rammentare di quanti horror provenienti dall'Estremo Oriente gli americani (statunitensi, ovviamente) hanno acquistato i diritti per poterne proporre una propria rivisitazione. Ma forse il numero non è poi così importante, sono sicuramente troppi! Ma in cosa si sta trasformando il pubblico a stelle e strisce!? Non ditemi che sono drastico, il fatto è che questa situazione dei remake made in USA mi sta facendo agitare e non poco. La notte riesco comunque a dormire bene, ma ogni tanto penso che tutti quei milioni di dollari spesi per ricopiare e patinare (male) film già visti (spesso originariamente già davvero buoni e ben prodotti) potevano essere spesi per qualcosa di piùu2026originale e coraggioso. Dopo aver visto questo Shutter: Ombre dal Passato sono ancor più incavolato, per non dire di peggio.

Sono così arrabbiato che non vi scrivo nulla della trama. Se proprio v'interessa potete tranquillamente andarvi a leggere, sempre qui sullo Splattercontainer, quella del film originale thailandese del 2004. Visto che ci siete non fermatevi alla sola lettura della recensione, lasciate stare questo remake ed affrontate la visione dell'originale che a suo tempo fece furore in Thailandia, mi ringrazierete. Torniamo a questo remake perchè, attenzione-attenzione, ci sono delle differenze rispetto al primo film: i protagonisti, novelli sposi, sono occidentali (americani). Il fotografo (il Joshua Jackson attore in Dawson Creek) svolge la sua attività a Tokio (ma guarda un po'!), mentre la moglie indagatrice Jane è interpretata dalla biondissima Rachael Taylor (Transformers). Bella e bionda. Molto bionda. Masayuki Ochiai è il regista. Ochiai non è un pivello (come invece quel Luke Dawson, autore del nuovo plot): ha alle spalle film come Parasite Eve (1997) e Hypnosis (1999), discretamente originali e ben girati. Ma probabilmente il dio dollaro gli deve aver foderato gli occhi, impedendogli di inserire in questo Shutter 2008 almeno un pizzico di originalità o qualche scena vagamente sconvolgente in più.

Nessuno ha pensato di osare. E pensare che la pellicola originale aveva un finale davvero di altissimo livello, drammatico, pauroso e straziante allo stesso tempo. In questo film non ve n'è traccia. Tensione non pervenuta. Opera inutile, come le ombre impressionate sulle fotografie del protagonista. Saranno le ombre dei fantasmi o dei dollari? Inutile come la macchina fotografica digitale che i protagonisti usano per auto immortalarsi all'inizio del film che, fateci caso, è spenta!
Ero sicuro che con The Eye (il remake) si era toccato il fondo. Mi sbagliavo.

 

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