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Non si Seve Profanare il Sonno dei Morti

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Non si Seve Profanare il Sonno dei Morti 4.00 of 5 1 Vote.
Manchester. George, un giovane naturalista vicino al movimento hippy, dopo aver chiuso il suo negozio in città, si reca verso la sua casa in campagna in sella alla propria moto, contento di potersi distrarre dal caos della metropoli almeno durante il fine settimana. Le sequenze di apertura ci mostrano il tragitto di George attraverso la città, soffermandosi soprattutto sulle ciminiere che espellono fumi di scarico industriali e su tutto ciò che in qualche modo ci ricorda l'inquinamento, facendo già presagire allo spettatore i temi naturalistici di cui è imperniato il film. Il giovane, ormai giunto in aperta campagna, si ferma a fare benzina, ma una ragazza urta e danneggia la sua moto con l'auto: piuttosto alterato, George si fa quindi dare un passaggio dalla donna verso la sua destinazione. Edna, questo il suo nome, lo prega di passare prima a casa della sorella e del cognato, verso cui si stava recando con una certa fretta prima dell'imprevisto. George acconsente e da quel momento la cose per lui andranno sempre peggio. Si troverà catapultato in una storia che per quanto surreale possa essere, sta capitando sotto i suoi occhi: i morti stanno tornando in vita a causa di una macchina ad ultrasuoni che il ministero della sanità ha costruito per eliminare i parassiti delle coltivazioni. Il ragazzo proverà a spiegare questo incredibile fatto all'ispettore che sta svolgendo un'indagine sulla morte del cognato di Edna, ucciso proprio da uno di quei mostri, ma invano. L'agente rappresenta infatti l'ottusità ed il pregiudizio allo stato puro, un uomo che non darà minimamente retta al giovane solo a causa del suo aspetto trasandato.


La campagna Inglese in cui è ambientato il film sono i dintorni di Manchester, paesaggi tipici della brughiera, muniti di grandi spazi aperti e di poche abitazioni, gli abitanti di quelle zone sono spesso dei bigotti, increduli e diffidenti nei confronti dei forestieri, i personaggi della zona presso cui si svolgono i fatti ricordano molto, come tipologia di persone, i frequentatori della locanda in Un lupo mannaro Americano a Londra di John Landis. Il film è una produzione Italo-Spagnola ed è diretto da George Grau, nativo di Barcellona, classe 1930: il cineasta vanta oltre una trentina di titoli nella sua carriera, ma questo Non si deve profanare il sonno dei morti è uno dei pochi ad aver avuto una vasta distribuzione. La sceneggiatura è scritta a quattro mani rispettivamente da: Juan Cobos, Sandro Continenza, Marcello Coscia e Miguel Rubio; i nomi come si nota sono sia Spagnoli che Italiani. Sandro Continenza ha scritto un pò di tutto, infatti vanta oltre centoventi sceneggiature dei generi più disparati, dall'horror alla commedia trash. La colonna sonora è curata da Giuliano Sorgini, noto per essersi occupato anche della soundtrack dell'ormai cult La bestia in calore, appartenente al controverso genere nazi-porno, oltre che del bizzarro Porno erotico western. Sorgini fa senz'altro un ottimo lavoro; suoni ripetitivi ed ipnotici accompagnano il rumore della macchina antiparassitaria del ministero della sanità e scandiscono ogni scena in cui sono presenti i morti viventi. Gli effetti speciali sono stati invece affidati al grande Giannetto De Rossi, che come biglietto da visita vanta lavori come Zombi 2, L'aldilà, Quella villa accanto al cimitero, o, uscendo dal genere horror, famosissimi titoli come C'era una volta il West. Ultimamente si è occupato di un thriller francese dalle tinte forti intitolato Haute tension.


Uscito qualche anno dopo il capolavoro di Romero, La notte dei morti viventi, questa pellicola è da molti considerata una specie di sequel di quest'ultimo. In effetti potrebbe essere benissimo una storia parallela o quasi, con inserita la spiegazione della resurrezione dei morti. Le critiche sociali sono più che presenti nel film di Grau, in particolare la feroce denuncia alla piaga dell'inquinamento del globo: tutto nasce da lì, più maltrattiamo la natura più lei si rivolta contro di noi. L'ambientazione è una delle cose più affascinanti della pellicola, l'isolamento che esprime la campagna Inglese è perfetto per delineare ancor meglio la strada apocalittica imboccata dai due protagonisti, le cose vanno di male in peggio e la consapevolezza dell'orrore si fa strada sempre più. Non si deve profanare il sonno dei morti è |a mio avviso, un prodotto di valore, purtroppo sottovalutato e misconosciuto ai più, forse a causa di una distribuzione approssimativa (pare comunque che si stiano interessando alcune etichette per una distribuzione in dvd anche in Italia). Un particolare da sottolineare è che gli zombi, a differenza di quelli Romeriani, non muoiono a causa di lesioni al cervello, ma solo se vengono bruciati, ed è anche per questo motivo che l'ispettore di polizia non crede al giovane: non rimangono che poche tracce dei corpi delle creature eliminate. Un altro fattore positivo è la tensione, che in un punto particolare del film, quando i due protagonisti restano bloccati e circondati dai morti nella cripta del cimitero, raggiunge livelli altissimi. I sospiri agghiaccianti dei morti fanno veramente paura permeando quelle sequenze di un'atmosfera opprimente, il senso di claustrofobia si impone. Un lavoro fondamentale per ogni amante degli zombie movie e non solo.

Curiosità

rnIl film è stato distribuito con una gran varietà di titoli tra cui: Da dove vieni?, Zombi 3, Breakfast at the Manchester Morgue, Let sleeping corpses lie, The living dead at Manchester morgue, Sleeping corpses lie, Don't open the window, Fin de semana para los muertos, No profanar el sueno de los muertos.

Coincidenze (Spoiler)

rnIn una sequenza nella quale compare il primo zombi, quest'ultimo ha gli occhi rossi iniettati di sangue, che ricordano moltissimo, anzi sono praticamente identici, a quelli degli infetti del recente 28 giorni dopo di Danny Boyle: ispirazione o coincidenza? Un'altra scena è quando George all'ospedale parla con un medico, il quale gli spiega che i neonati sono aggressivi da due giorni e hanno ferito con dei violenti morsi parte del personale medico: i piccoli non si possono definire degli morti viventi, ma sono molto inquietanti e rimandano un pò al baby zombi dello pseudo remake del capolavoro di George Romero, Dawn of the Dead diretto da Zack Snyder."

 

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