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Non aprite quella Porta

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Non aprite quella Porta 4.00 of 5 1 Vote.
Il film che state per vedere è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e al suo fratello invalido, Franklin. Il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico. Le loro giovani vite furono spezzate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere. Per loro un'idilliaca gita pomeridiana estiva si trasformò in un incubo. Gli avvenimenti di quella giornata, portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia Americana: The Texas Chainsaw Massacre. Queste sono le parole che introducono una delle pellicole CULT della cinematografia Horror, un autentico capolavoro del genere che al tempo, prodotto da una sconosciuta casa indipendente e costato due soldi, incassò oltre 30 milioni di dollari. Ispirato ad un terribile fatto di sangue realmente accaduto, mi riferisco al maniaco omicida Ed Gein, che macellava le proprie vittime e si serviva delle loro membra come macabri oggetti d'arredo, durante la visione del film istintivamente dalle vostre labbra uscirà una frase senza dubbio banale, ma plausibile:Non ci sono più gli horror di una volta.... Una trama semplice, lineare, che tiene volutamente alla larga cervellotiche soluzioni o particolari misteri da svelare. Non aprite quella porta è come un giro sul tunnel dell'orrore dei Luna Park: paghiamo il biglietto per provare terrore e disgusto, poco ci importa di sapere il come o il perchè. Dei giovani protagonisti, i quali, spensierati, stanno trascorrendo a bordo del loro furgone una tipica vacanza estiva, non sappiamo praticamente nulla. L'unica certezza è che presto moriranno sotto i colpi inferti dalla motosega di Leatherface, gigantesco macellaio dal volto coperto da una maschera di pelle umana, spietato quanto basta per entrare di prepotenza tra le fila dei più spaventosi boogeymen della storia del cinema. Alla vicenda grondante di sangue e spietata malvagità, contribuisce anche la cruda regia di Hooper, che traghetta lo spettatore dall'incubo onirico al voyeurismo più malsano, calcando l'acceleratore della perfidia con incredibili primi piani delle proprie vittime. L'ultima parte è spaventosa, da angoscia pura, e l'unica colonna sonora presente in quegli attimi saranno le interminabili grida della protagonista vittima della famiglia di cannibali."

 

 

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