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Nightmare: Dal Profondo della Notte [2]

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Nightmare: Dal Profondo della Notte [2] 4.00 of 5 1 Vote.
La teenager Tina Gray (Amanda Wyss) è ossessionata da frequenti incubi che da tempo popolano le sue notti: il terrore si nasconde dietro la misteriosa figura di un uomo del quale ricorda solo un sudicio maglione a righe rosse e verdi, un cappellaccio ridotto male ed un inquietante guanto con artigli d'acciaio al posto delle unghie. Il volto, sfigurato, ustionato. Ma la cosa che la spaventa maggiormente è che anche una sua coetanea, Nancy Thompson (Heather Langenkamp), ha vissuto la stessa esperienza. Le due decidono di trascorrere del tempo insieme, per cercare di sdrammatizzare gli ultimi avvenimenti. Così, la notte successiva, Tina, Nancy e il suo ragazzo Glen Lantz (Johnny Depp) si riuniscono per tenere compagnia all'amica. Tina, però, ha un nuovo incubo, al termine del quale viene ritrovata sventrata, martoriata da una furia invisibile. è solo l'inizio della storiau2026la storia di Freddy Krueger (Robert Englund), il bidello di Springfield, l'uomo dei sogni che perseguita i figli dei suoi giustizieriu2026 Fino alla morte, nei loro incubi.Gli anni 70/80 hanno rappresentato il periodo in cui si sono avvicendati i più famosi serial killer sanguinari e immortali che, col passare del tempo, si sono insediati nella storia del cinema horror. Michal Myers, creato da John Carpenter nel suo Halloween: La Notte delle Streghe; Jason Voorhees, in Venerdì 13 di Sean S. Cunningham; Leatherface, la macchina di morte del film Non aprite quella Porta, di Tobe Hooper. Ma tra tutti, la creatura di Wes Craven, Freddy Krueger, rappresenta il simbolo più affascinante di un'epoca. L'epoca dello spavento, dell'uomo nero. Ed è anche la continuazione di quel filone cinematografico diretto alla nuova generazione di spettatori, giovani e giovanissimi, che riempivano le sale proprio per godere delle gesta di questi spietati assassini. Ma il merito che ha il regista di Cleveland è quello di ricercare in Freddy la rappresentazione di una paura diversa, quella onirica, facendo leva sulla psicologia della mente, sui dubbi dell'anima, sulla tragedia che porta l'assassino a diventare vittima e poi di nuovo assassino. Da qui ne scaturisce la parte illogica del genere, e sia chiaro, non è un difetto stavolta.Si sa, nel sogno di ciascuno di noi non esiste alcuna logica, ed è per questo che nel film, al contrario, ogni sogno rappresenta un episodio costruito scenograficamente in maniera maniacale e perfetta, in cui regna confusione e parallelismo di immagini differenti ma simili al tempo stesso. Il sogno-sonno, l'atto umano più naturale, la ricarica della mente e del corpo come preparazione ad una nuova giornata, nell'opera Craveniana viene invece snaturato, considerato che più volte si cita una paura snervante dovuta al fatto che, se ci si addormenta si rischia di non risvegliarsi più. Idea che lega Wes Craven ad Edgar Allan Poe, il quale definì il sonno come piccolo squarcio di morte. E tutto il percorso porta sempre alla stessa cosa: la morte del giovane di turno, nonché la sua umiliazione come persona. Freddy è il mostro reale che uccide i bambini, che viene scagionato per un vizio di forma, e che viene giustiziato dai loro genitori laddove la giustizia non lo avrebbe mai condannato. Freddy così diventa sinonimo di vendetta cruda, poiché non rivolta a coloro che lo hanno bruciato vivo, ma ai loro figli, scampati anni prima alla perversione del pazzo omicida. Ragazzi che tornano bambini, quando arriva la notte, la luce svanisce, i genitori si allontanano, l'uomo nero avanza.Le nenie infantili che fanno spesso da colonna sonora al film rappresentano quel semplice toccasana che porta tutti noi, alla visione di Nightmare, a rivivere la nostra fanciullezza, quando, insieme ai nostri coetanei si inventava un ritornello per scacciare le proprie paure. Per sottolineare poi il rapporto genitori-figli, dipinto in maniera tale da mostrare gli adulti nella fragilità e nella non curanza che li rappresenta. La madre di Tina è una donna che cambia uomo ad ogni battere di ciglia e non si occupa della figlia; i genitori di Glen sembra vivano su un altro pianeta e nutrono seri dubbi nei confronti della sua ragazza, Nancy; il padre e la madre di Nancy, invece, cercano di dimenticare il passato e sfuggire alle proprie responsabilità quando iniziano a capire cosa sta accadendo, addossando problemi mentali sulla figlia per negare la verità. Sul fronte curiosità si può menzionare il fatto che Craven si ispirò per il suo film ad un articolo di giornale su cui si scriveva di alcuni ragazzi della Cambogia, i quali per il terrore provato nei loro incubi si rifiutavano di dormire. Fino a quando uno di loro, dopo parecchie notti insonni, stremato si appisolò, ma dopo qualche ora fu costretto a svegliarsi dall'ennesimo incubo, urlando a squarciagola, per morire subito dopo colto da infarto.Per il personaggio di Freddy Krueger, si pensò inizialmente al volto pieno di lividi di un barbone che il regista aveva visto da piccolo, ipotesi scartata dall'effettista David Miller il quale invece consigliò un trucco da applicare più facilmente sul volto dell'attore. I personaggi scelti erano quasi tutti sconosciuti al pubblico, proprio perché Craven intendeva trovare volti nuovi e soprattutto d'impatto. Menzione a parte per lo strepitoso Robert Englund, il quale usciva dalla serie V-Visitors, e che colpì da subito per le sue movenze e la sua fisicità, adatte proprio alla rappresentazione del bau-bau di Nightmare. Per il guanto si pensò al modello che utilizzano gli operai delle caldaie (al quale furono aggiunte le affilatissime lame); i colori del maglione di Freddy, rosso e verde, furono scelti dal regista poiché sono i colori più difficili da processare insieme per l'occhio umano. Il film costò 2 milioni di dollari e ne incassò 26. Il primo Nightmare cambiò da subito l'idea del cinema horror. Ad oggi si contano ben sei seguiti, che pian piano hanno reso la figura di Freddy meno paurosa e più macchietta; da annotare anche la pellicola in cui Freddy si scontra con Jason Voorhees, di Venerdì 13, progetto che poteva essere sicuramente espresso meglio.Nel 2010, infine, si assisterà al remake proprio di Nightmare: Dal profondo della Notte, progetto che cercherà di dare nuova linfa vitale e nuovi spunti all'intera saga. Non mi sento di esprimere nessun (pre) giudizio a riguardo, se non un profondo dispiacere. Freddy Krueger non avrà più il volto di Robert Englund.

 

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