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Nero Veneziano

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Nero Veneziano 2.00 of 5 1 Vote.
Mark e Christine sono due giovani fratello e sorella.
I due, precocemente diventati orfani, sono stati affidati alla tutela della vecchia nonna paterna. Mark, il più giovane, è cieco da ormai tre anni, Christine se ne cura ma non troppo premurosamente. I loro zii, gli Winters, che gestiscono una vecchia e cadente pensione a Venezia, chiedono di poterli avere in custodia, ma la nonna sembra poco disposta ad assecondarli, fino a quando un incidente la fa passare a miglior vita.
I due giovani, senza accusare più di tanto la perdita della tutrice, decidono, così, di accettare l'offerta degli zii, che però moriranno a loro volta misteriosamente, qualche giorno dopo l'arrivo dei due nipoti. I due, senza mostrare grossi turbamenti, diventano così gli unici proprietari della pensione. La gestione, in verità, è affidata nelle mani dell'avvenente sorella che pur non essendo ancora provvista di licenza, manda avanti come niente fosse l'attività. Un giorno Christine invita a stare da loro come ospite un uomo di nero vestito, che merita la sua gratitudine per aver salvato il giovane Mark da una barca in fiamme.
Anche se il fratello considera il nuovo inquilino come un intruso, influenzato forse anche dalle strane visioni che lo perseguitano e per le quali è denigrato dalla sorella, Christine se ne innamora, e qualche tempo dopo che l'uomo l'abbandona, scopre di esserne rimasta incinta, pur essendo paradossalmente ancora vergine. Inizialmente tentata ad abortire, la giovane viene persuasa dal prete della parrocchia a tenere il bambino, ma il nascituro si rivelerà il figlio del Male...



Una trama tutto sommato abbastanza interessante anche senza presentare spunti particolarmente originali (in effetti sembra un pò ricalcata sulla falsa riga di Rosemary's Baby); una recitazione in generale più che discreta; musiche dignitosamente composte, le quali forse hanno il solo difetto di essere poco sfruttate; atmosfere cupe ben ricreate in un'ambientazione Veneziana che, oltre ad essere azzeccata, risulta sempre (o quasi) alquanto intrigante per un film horror.
In questo quadro tutto sommato discreto, la grande pecca salta fuori quando cominciamo a guardare la sceneggiatura. La storia, che per molti versi si presenta coinvolgente, viene sviluppata in maniera totalmente scoordinata, tanto da far perdere valore ai pur presenti aspetti positivi del film in questione: le scene mancano di forti nessi logici che le leghino l'una con l'altra, privando di fluidità la progressione della narrazione e dando all'intera evoluzione uno sgradevole senso di disordine e di caos.
A tutto questo va sommato che la conclusione a cui si giunge dall'intera vicenda è banale e scontata e lascia un sapore di forte delusione, per non dire di sconforto. Insomma da una base già poco brillante, si giunge ad un risultato mediocre.

 

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