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Nekromantik

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Nekromantik 4.00 of 5 1 Vote.
Rob lavora in un'impresa che si occupa di raccogliere i cadaveri dopo gli incidenti e vive con la moglie Betty, la quale condivide con lui una certa propensione per l'orrido e il malsano. Betty ama fare il bagno nel sangue e i due conservano a casa in formalina occhi, feti e altri vari resti umani. Un giorno Rob riesce a sottrarre addirittura un intero cadavere che diventa l'oggetto sessuale di un perverso menage a trois. L'idillio si rompe il giorno in cui Rob viene licenziato e Betty decide di fuggire insieme al nuovo amante decomposto. Per Rob e' l'inzio della fine; tra sangue, follia e osceni accoppiamenti tra morti e vivi, il giovane necrofilo si avvia verso la catarsi finale...Girato con un budget risibile nel 1987, Nekromantik impone all'attenzione degli appassionati dell'orrore più duro Jorg Buttgereit giovane regista teutonico qui alla sua vera prova. Buttgereit partorira' da qui; in coppia con il produttore/amico Manfred o. Jelinsky, altre due opere allucinanti e visionarie (Der Todesking -1989- e Schramm -1992-) oltre a Nekromantik 2, più un remake che un vero e proprio seguito. Proprio per Nekromantik 2 Buttgereit passera' un periodo di tempo in prigione per problemi di censura. L'originale Nekromantik, rimarra' comunque l'opera più compiuta di un regista sicuramente originale e che ha saputo spazzare via dall'horror ogni forma di intrattenimento e massificazione, offrendoci opere gelide e senza il pelo sullo stomaco. Nekromantik è infatti una storia allucinata e allucinante, girata con virtuosistici movimenti di macchina e fotografato in maniera sublime, con una sorta di viraggio seppia sulle immagini che conferisce all'insieme un tono ancora più disperato. Nonostante il tema trattato e le immagini esplicite di morte e depravazione, dalla pellicola traspare un velo di poesia macabra che ci rende partecipi dell'abisso di misogina follia dei suoi protagonisti. Buttgereit utilizza raramente i dialoghi e si affida, per tutta la durata del film, ad uno struggente commento musicale che accompagna lo svolgersi della vicenda. Lo splatter e' ovviamente presente e nonostante il risicato budget, gli artigianali effetti speciali rendono bene; soprattutto nel caso degli osceni amplessi e di una decapitazione.Buona parte della repulsione non è comunque da ricondurre allo splatter, bensì alla malsana atmosfera e alle inquadrature scelte da Buttgereit. Altri film, come LUCKER di J. Vandewoestijne, hanno trattato l'argomento tabu' della necrofilia, magari in modo anche più splatter e diretto, ma solo Nekromantik puo' vantare un mix cosi' riuscito di misoginia, repulsione e disgusto, lasciando adosso allo spettatore un senso di sporcizia che non se ne va al termine della proiezione. Nekromantik ha posto una sorta di pietra tombale al genere, arrivando a coniugare lo splatter con l'hard core e tirandone fuori un fastidioso connubio. L'argomento estremo, la quasi assenza di dialoghi, gli effetti rivoltanti e l'atmosfera che si respira, fanno del film di Buttgereit un'opera difficile da digerire, anche per gli spettatori abituati all'horror più duro. Un vero pugno allo stomaco doloroso e inaspettato ma sicuramente imperdibile.

 

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