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Naked Blood

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Naked Blood 3.00 of 5 1 Vote.
In questa recensione sono presenti alcuni Spoilers. Naked Blood è un film che illustra, seppur in maniera esasperata, una delle problematiche molto attuali dell'uomo, vale a dire la ricerca di un modo per sconfiggere definitivamente il dolore. Con il progredire della società anche la scienza ha compiuto degli enormi passi avanti, ma è la scienza stessa molte volte a spaventare con il suo delirio di onnipotenza, a creare mostri senza poi riuscire a porvi rimedio. Partendo da questo presupposto il regista Hisayasu Sato ha realizzato un film a metà strada tra il concreto e l'astratto, con scene di una violenza visiva molto disturbante.

Il protagonista è Eiji (Sadao Abe), un ragazzo di diciassette anni che segue le orme del padre morto, uno scienziato che stava lavorando al progetto rivoluzionario di creare un farmaco, il Myson, in grado di trasformare il dolore in piacere. Eiji, più che dall'idea di far del bene all'umanità, è spinto dal desiderio di emulare le gesta del padre defunto e di portare a termine quello che aveva iniziato. Anche la madre di Eiji è una ricercatrice e sta lavorando ad un nuovo farmaco contraccettivo. Il ragazzo, per testare i risultati del suo lavoro, somministra il Myson a tre pazienti della madre e da qui ha inizio la spirale di violenza ed orrori in cui il regista trascina lo spettatore. Eiji spia le 3 ragazze riprendendole con una videocamera per testimoniare lo sviluppo della ricerca che rivelerà degli aspetti inquietanti. A questo punto Sato ci presenta queste ragazze e svela le loro ossessioni: una è tormentata dal suo aspetto fisico ed è sempre alla ricerca di qualcosa che la faccia sentire più bella, un'altra ha la fissazione del cibo e non riesce a fare a meno di cucinare e di mangiare, mentre Rika, la protagonista femminile da cui Eiji è attratto, soffre di insonnia di natura psicologica. Tramite gli occhi di Eiji, Sato ci accompagna nel crescendo di orrore e sangue che caratterizzano il successo del Myson. Il farmaco infatti va oltre gli intenti del suo creatore: non solo elimina il dolore, ma lo trasforma in un piacere talmente grande da condurre le sue cavie a farsi del male spingendo le loro ossessioni fino alla morte. Solo Rika sembra immune da questo desiderio di distruzione. Le torture che le ragazze s'infliggono fanno venire la pelle d'oca ma sicuramente quella più raccapricciante è a carattere culinario e rappresenta il culmine dello splatter di questo film. Da questo punto di vista Sato mostra le ferite e le mutilazioni, realizzate con grande perizia, con occhio quasi maniacale inquadrando da vicino ogni minimo particolare.

Verso la metà del film il rapporto tra Eiji e Rika si fa più intimo, al punto che lei lo invita a casa sua. E' un ambiente spoglio e l'arredo è costituito da una sedia, un cactus e un apparecchio per la realtà virtuale con cui Rika si isola dal mondo. La ragazza prova un odio profondo nei confronti di sè stessa e dell'umanità perché, a causa della sua insonnia, ha sviluppato una sensibilità acuta verso i suoni e anche le piante, a suo dire, la disturbano con il loro chiacchiericcio. Il cactus è diverso dalle altre specie vegetali in quanto dorme e non infastidisce la ragazza.
Rika ha bisogno in qualche modo di condividere la sua solitudine e la sua ossessione e così trasporta Eiji nel suo mondo virtuale intrecciando con lui una relazione.
La redenzione del giovane scienziato, se di redenzione si può parlare, giunge nel finale della pellicola quando si rende conto di quello che ha fatto con il Myson. Con la sua videocamera è testimone infatti dello strazio delle 2 ragazze e, stravolto, si inietta il farmaco in un ultimo gesto finale e corre da Rika.
A questo punto astratto e concreto si intrecciano in un gioco complicato di sogni e visioni facendo proseguire l'orrore.
Naked Blood è un film per palati forti e non lascerà certamente delusi gli estimatori del genere splatter.

 

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