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My Son, My Son, What Have Ye Done

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My Son, My Son, What Have Ye Done 3.00 of 5 1 Vote.
Brad McCullum, reo di aver ucciso la propria madre, si è rinchiuso in casa con degli ostaggi. L'abitazione è circondata dalla polizia e il detective Havenhurst cerca di far luce sulle ragioni che hanno portato l'uomo a compiere tale gesto. Attraverso le domande rivolte alla fidanzata Ingrid, il suo insegnante di recitazione Lee, giunti sul posto, cercherà di ricostruire il profilo psicologico di Bradu2026Presentato alla 66esima mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, facendo aggiudicare ad Herzog l'onore di essere il primo a partecipare al concorso con due film diversi (l'altro era Il Cattivo Tenente: Ultima chiamata New Orleans), vanta nelle vesti di produttore il grande David Lynch, formando un'accoppiata che lascia ben sperare. Il film trae ispirazione da un delitto avvenuto a San Diego nel 1979, compiuto da Mark Yavorsky, che uccise la madre con una spada. Herzog, verso la fine degli anni novanta, andò a trovare lo stesso Yavorsky nel suo camper. Dopo l'incontro dichiarò che era chiaramente un pazzo pericoloso e non volle più rincontrarlo.La vicenda si svolge quasi interamente davanti alla casa circondata e la maggior parte degli sviluppi a cui assistiamo sono tratti dai flashback dei ricordi delle persone che hanno avuto dei rapporti con l'assassino. Il quadro della mente di Brad è intricato: solo lui sembra capirlo e isola nelle mura di casa la sua mente folle dal mondo esterno, che ormai sembra non appartenergli più. E più cerchiamo di entrare nella testa del carnefice, tanto più il contesto risulta surreale, a sottolineare come sia impossibile capire cosa si cela nella psiche altrui. Tra fenicotteri rosa dai quali Brad sembra essere ossessionato, storie di nani, voci premonitrici, Razzle-Dazzle e l'Elettra di Sofocle, Werner lascia libera interpretazione agli spettatori della parte più oscura dell'animo umano.Le tranquille colonne sonore di Ernst Reijseger fanno da contrasto ma allo stesso tempo si sposano benissimo con la generale complessità della pellicola, rendendola ancora più onirica. Werner Herzog lo definisce come un film dell'orrore senza il sangue, le seghe elettriche e le scene cruente, ma con una strana paura anonima che striscia piano sotto la pelle, ed infatti è proprio questo quello che lo spettatore sente durante la visione. L'ottimo cast consegna una bella prova; bravissimo Michael Shannon nel ruolo del protagonista. Grande prova anche di Grace Zabriskie nella parte della madre e ottime prestazioni anche da parte di Willem Dafoe, Chloe Sevigny e Udo kier.Indubbiamente un bel film che riesce ad addentrarsi nei meandri dell'inconscio e del subconscio umano, trascinandoci in un'area mistica.Consigliato.

 

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