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Morirai a Mezzanotte

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Un poliziotto scopre che la moglie lo tradisce con un altro uomo. Scoppia una violenta lite che per un pelo non finisce in tragedia. Per evitare ulteriori complicazioni, l'uomo esce di casa, ma qualcuno ha preso il suo posto ed uccide la moglie sotto la doccia. Ovviamente il marito Nicola è il primo sospettato dell'omicidio, dopo l'episodio della colluttazione avuta poco prima. Anna (D'Obici), famosa criminologa amica di Nicola, è scettica sulla colpevolezza del poliziotto, nonostante le prove incriminanti, e sposa la tesi del maniaco, che inizia a prendere corpo quando avviene l'omicidio di un'infermiera. è convinta che possa trattarsi del killer Franco Trippo, dato per morto anni prima in un incendio ed il cui cadavere non fu possibile identificare. La sua convinzione è talmente radicata che un giorno vede il suo volto riflesso in uno specchio di casa. Naturalmente il commissario Terzi (Malco) crede si tratti semplicemente di suggestione, ma qualche volta le ombre hanno una certa consistenza: anche Carol (Wendel), la figlia del commissario, osserva il volto di Trippo dietro la teca di un museo. Il caso sembra terminato, quando Nicola viene ucciso da un collega mentre cercava di aggredire Anna con un coltello. Ma si riapre nel momento in cui una commessa di un negozio viene assassinata. Il commissario collega gli episodi come opera di qualcuno astioso nei suoi confronti: le vittime sono collegate, direttamente o indirettamente, a lui. Lo conferma la morte di Monica, amica e compagna di studi di sua figlia; Carol comunica telefonicamente al padre l'accaduto, ma il maniaco è ancora nei paraggi ed ha le idee ben chiare su come procedereu2026

Il soggetto nasce da un'idea di Dardano Sacchetti, curatore insieme allo stesso Bava anche della sceneggiatura, e trova ispirazione nei gialli del maestro Argento. Tuttavia ottenere lo stesso feeling non è impresa semplice per chiunque ed il taglio decisamente televisivo della storia (prodotta dalla berlusconiana Reteitalia/Dania Film) impedisce al regista di trovare sbocchi più ariosi e drammatici. Inoltre i dialoghi sembrano usciti dalla penna di un neofita alle prime armi, piuttosto banali e scontati. Gli attori non mostrano una recitazione all'altezza, eccezion fatta per il sempre bravo Paolo Malco ed una (a sprazzi) convincente Valeria D'Obici. Ci pensa il doppiaggio a rovinare gran parte delle (poche) qualità artistiche mostrate nel film, come se il tutto fosse stato montato, confezionato e distribuito in fretta per sfruttare il momento di notorietà di Lamberto Bava (risale all'anno precedente il successo internazionale ottenuto con Demoni). Certo non manca qualche momento di suspance, suffragato da una colonna sonora che regala momenti davvero densi di thrilling; peccato non vi sia soluzione di continuità nella storia e non tenga lo stesso passo a livello emotivo, complice anche un epilogo davvero scialbo della vicenda. Altra nota di demerito per gli effetti speciali, davvero scarsi e di pessima qualità (il sangue è di colore arancione); probabilmente era nelle intenzioni della produzione un passaggio entro breve tempo nelle allora reti Fininvest, per cui ulteriori sforzi in questo senso sarebbero stati vani pena pesanti epurazioni da parte della censura.
Un titolo che poteva regalare ben altre emozioni, con una maggior cura dei particolari ed una miglior recitazione di un paio di attori. In tal modo rimane un'opera incompiuta, un prodotto mediocre adatto solamente ai malati del cinema thriller.

 

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