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Matinee

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Matinee 3.00 of 5 1 Vote.
Key West, 1962
Mentre è in atto la crisi cubana ed il giovane Gene è preoccupato per la sorte del padre, ufficiale di marina impegnato nell'embargo contro Cuba, arriva in città Lawrence Woosley, il mago dell'horror di serie B col suo ultimo film, Mant, che narra di un uomo trasformato in formica gigante in quanto morso da uno di questi insetti proprio mentre stava effettuando alcune lastre dentistiche (Half Man! ... Half Ant! ... All Terror!).
Il produttore vuole trasformare l'anteprima del suo nuovo film in un'esperienza unica per gli spettatori, e per questo utilizza un'infinità di trucchetti ingegnosi: scosse elettriche a bassa intensità sotto le poltrone per far letteralmente sobbalzare sulla sedia, fumi che sottolineano le esplosioni durante la pellicola, casse con bassi tali da far tremare l'intero cinema, un ragazzo assoldato per entrare in sala vestito da formica mutante, liberatorie all'entrata della sala che eliminano ogni responsabilità del produttore in caso di malore da spavento; e poi ancora falsi moralisti che manifestano contro il film, con lo scopo invece di farne parlare per tutta la cittadina, biglietti omaggio, modellini con una mano che esce da un formicaio cosparso di vere formiche...insomma, chi più ne ha più ne metta.



Sullo sfondo della prima, che sarà davvero indimenticabile, si staglia la tensione della guerra fredda durante la famosa crisi dei 13 Giorni del mandato Kennedy e l'incubo della bomba atomica, contrapposto ai primi amori dei teenager locali.
Un Joe Dante in gran forma dirige un piccolo gioiellino, un affezionato e nostalgico omaggio ad una stagione del cinema che non tornerà più: la Fantascienza anni u201850 e u201860, quella dei bug eyed monsters, degli scienziati pazzi, delle mutazioni atomiche, delle proiezioni di due o anche tre film in uno, del sabato pomeriggio passato davanti ad uno schermo con una bella ciotola di popcorn; un cinema decisamente ingenuo e ripetitivo, ma che ancora sapeva meravigliare e spaventare grandi platee, essendo considerato per tutti.
Accanto a questa vena nostalgica ce ne è un'altra, che afferma chiaramente la funzione liberatoria del cinema fantastico: l'ora e mezza di tensione passata tra radiazioni e mostri giganti funge da catarsi delle paure vere, quelle dell'atomica e delle superpotenze in lotta, catarsi resa esplicita dall'accendersi delle luci a fine proiezione: è tutto finzione!
Questo messaggio è espresso in una delle sequenze più belle del film, in cui John Goodman/Laurence Woosley dimostra come anche i graffiti preistorici altro non sono che un liberarsi dalla paura delle bestie feroci immortalandole su pietra, magari facendole più spaventose del reale per terrorizzare anche gli altri.
E il fulcro dell'intera pellicola è proprio lui: un John Goodman in splendida forma, strabordante attorialmente e fisicamente, appassionato, ispirato, perfetto nel ruolo del produttore e creatore di B-movies, in quanto lui stesso è ancora un bambino che trasferisce le proprie paure nei suoi film.
Questa figura ritratta alla perfezione non può che ricordare due tra i più grandi spaventatori e imbonitori di pubblico: sir Alfred Hitchcock, che ha lo stesso physique du role del mitico John (guardate i primi secondi del film per averne conferma), e il meno famoso (da noi) William Castle, che è il reale ispiratore del personaggio di Laurence Woosley.



William Castle (1914-1977) è una delle figure più stravaganti e a suo modo geniali di tutto il cinema fantastico americano. E' stato l'inventore di una intera stagione filmica che definirei meta-cinema: per Castle, lo spavento non doveva limitarsi al film, ma coinvolgere lo spettatore a 360 gradi.
Ecco quindi che dà vita a tutti i trucchi già citati, ossia scosse elettriche sotto le poltrone, false assicurazioni sulla vita, ambulanze fuori dal cinema, finti attori-mostro che escono nelle sequenze di maggior tensione, sacchetti per il vomito sotto le poltrone come negli aerei e tutta una serie di finte tecniche di registrazione che avevano il solo scopo di incuriosire: pellicole girate in fittizi Blood-o-rama, Rumble-ramao Shock-a-vision che nulla volevano dire, ma che attiravano frotte di spettatori.
Castle è stato uno dei più grandi comunicatori della storia del cinema, arrivando a bloccare la pellicola di uno dei suoi film prima che si aprisse la porta dietro cui c'era il mostro per dare il tempo allo spettatore di uscire dalla sala, oppure di far volare finti scheletri o fantasmi nel cinema durante la proiezione, o di introdurre un reality film in cui lo spettatore poteva scegliere il finale che voleva. In questo, anche Hitchcock non gli è stato da meno, arrivando a far vagare un finto cadavere lungo il Tamigi con le sue inconfondibili fattezze per la promozione di Frenzy (1972).
Un concetto di cinema che, come dicevo, ormai non esiste più, anche perché gli spettatori sono ormai troppo smaliziati.



Tecnicamente Matinee è coloratissimo, e la sua storia, nonostante possa risultare un pò lenta nella prima parte, diventa poi molto divertente, soprattutto durante la prima di Mant, in cui si seguono parallelamente lo svolgimento della pellicola stessa e le peripezie dei giovani protagonisti.
E che dire a questo proposito sul film nel film, ovvero Mant? Delizioso, con citazioni prese da King Kong (la formica gigante che si arrampica sul grattacielo), Frankenstein (i bifolchi armati di randello e pale che vogliono uccidere il mostro) ed in generale da tutta la fantascienza anni '50.
I piccoli attori sono tutti molto bravi e la musica di Bacharach e Mancini è funzionale alle atmosfere retro che la pellicola vuole avere. Non manca neanche la vena leggermente anti-americanista e anti-militarista che Dante dichiarerà apertamente in seguito, ne La Seconda Guerra Civile Americana e Small Soldiers: ci sono infatti tutta una serie di personaggi di contorno alquanto bizzarri, come il proprietario del cinema che ha un rifugio anti-atomico sotto la sala, che cronometra al secondo i tempi necessari per mettersi al sicuro e che si accompagna sempre con una radiolina da cui ascolta i bollettini, pronto alla fine.
In sintesi, Matinee è un titolo praticamente misconosciuto ma da riscoprire, con una avvertenza: è un film per famiglie, quindi non c'è il minimo accenno di violenza o sangue. Insomma, se cercate lo splatter, qui non ce n'è la minima traccia: non si tratta di cinema horror, ma di un film SUL cinema horror."

 

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