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Martyrs [1]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Martyrs [1] 3.00 of 5 1 Vote.
Con Martyrs, Pascal Laugier genera una sorta di essere mutaforma che inganna di continuo la nostra mente, i nostri occhi e le nostre convinzioni più basilari. Un lento percorso di dolore e sofferenze articolato su diversi piani psicologici e stilistici, i quali sovvertono gradualmente l'identità stessa dell'opera. Il regista francese gioca infatti con più generi cinematografici, dimostrando che un film non può e non deve semplicisticamente appartenere ad un determinato filone: un film non è altro che un mezzo per raccontare una storia, sia essa plausibile o di pura fantasia, ed in quanto storia essa può disporre di molteplici facce e sfumature interpretative.Nel caso di Martyrs abbiamo una struttura narrativa sviluppata in tre atti ben distinti, ognuno dei quali caratterizzato da uno specifico stile di regia ma, soprattutto, ognuno con una precisa rappresentazione della violenza.Atto Primo: Il Rape and Revenge
I primi frammenti di Martyrs incarnano il più classico dei Rape and Revenge movie, ossia quelle pellicole che hanno come protagoniste vittime di sevizie, torture o soprusi che da quel momento in poi hanno come unico obiettivo quello di riuscire a vendicarsi dei propri aguzzini. Questo il propulsore iniziale di Martyrs, il primo e forse il più definito e lineare dei suoi volti, utile probabilmente ad introdurre con maggiore chiarezza le figure di Anna e Lucie, due persone slegate da tutto fuorchè dall'amore profondo che le unisce in modo indissolubile.Atto Secondo: L'Horror Soprannaturale
Dalla violenza più cruda ed esplicita, messa in atto in un contesto drammaticamente reale, passiamo in questa seconda fase all'orrore nei confronti di ciò che non è possibile spiegare in modo razionale, all'orrore che invade la nostra mente e contamina l'ambiente in cui interagiamo come un vero e proprio virus. I rimandi ai più consueti stilemi dell'horror orientale sono ben chiari e Laugier sembra servirsene per togliere letteralmente allo spettatore il terreno da sotto i piedi, svuotando ogni convinzione maturata durante la visione per accompagnarlo all'ultimo atto della pellicola, durante il quale Martyrs rivelerà finalmente il suo vero volto.Atto Terzo: Il Torture Porn
Il Torture Porn, termine di recente coniatura utilizzato per descrivere quel genere di pellicole nate sull'onda del successo di Hostel o Saw, dovrebbe almeno sulla carta incarnare alla perfezione lo spirito del terzo atto del titolo di Laugier, eppure riterrei una simile identificazione concettualmente limitata e superficiale. Qui la violenza viene completamente denudata di qualsiasi compiacimento o matrice: assistiamo ad un'interminabile sequenza di sevizie che colpiscono senza pietà il nostro animo, ma non per via di una particolare efferatezza, bensì per il modo in cui queste torture vengono perpetrate. Non c'è ferocia, non c'è rabbia, non c'è sentimento alcuno...esiste solo la gelida ed asettica violenza. Ecco cosa rende realmente disturbante questo segmento del film.E' di poche settimane la notizia, diffusa peraltro dallo stesso Clive Barker, che annuncia la definitiva uscita di scena di Pascal Laugier dal progetto relativo al remake di Hellraiser. Il regista francese ha dichiarato di aver avuto diversi problemi con la Dimension Films, in particolare a causa di vedute diametralmente opposte circa lo stile che avrebbe dovuto avere questo rifacimento. Stessa sorte capitò tempo prima alla coppia di registi sempre di origine francese, Alexandre Bustillo e Julien Maury (Inside: u00c0 l'intérieur). Non sono certo un sostenitore di questa ennesima riproposizione, però c'è anche da dire che fra tutti i filmaker attualmente in circolazione, forse Laugier sarebbe stato il più giusto. Il modo in cui quest'ultimo ha rappresentato il dolore, la sublimazione della sofferenza intesa come mezzo per il raggiungimento di uno scopo che va ben oltre la nostra concezione, è molto simile all'universo barkeriano di Pinhead e dei suoi Supplizianti. Gli Usa hanno quindi perso una grande occasione...Francia, Spagna ed Inghilterra: tre nazioni che stanno contribuendo alla rinascita definitiva dell'horror nel vecchio continente...speriamo che la dedica finale in Martyrs a Dario Argento (un puro omaggio al Maestro, nessuna citazione stilistica come molti hanno invece colto) possa essere di buon auspicio anche per l'Italia.

 

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