SplatterContainer Logo
SplatterContainer Logo

Manhunter: Frammenti di un Omicidio

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
Manhunter: Frammenti di un Omicidio 4.00 of 5 1 Vote.
Will Graham (William Petersen) viene persuaso a tornare a lavorare per lu00c2'F.B.I. Il suo aiuto àu00a9 fondamentale per la cattura di un terribile serial killer, ricercato per aver ucciso barbaramente due famiglie. L'agente aveva abbandonato definitivamente la sua carriera in seguito ad un complicato caso risolto alcuni anni prima, che lo portò ad arrestare il Dottor Lecktor (Brian Cox), uno psichiatra di fama mondiale accusato di cannibalismo: quell'esperienza lo segnò a tal punto da decidere di farla finita con questo lavoro. Ma niente è per sempre, e ora Graham, tornato in prima linea, si servirà dello stesso Lecktor per tracciare un profilo psicologico dell'assassino noto con il nome di Tooth Fairy, Dente di Fata.
Con una pubblicazione sugli annunci personali del National Tuttler, lo psichiatra si mette in contatto con l'omicida, rivelando attraverso un codice numerico lu00c2'indirizzo di Graham:Uccidili tutti! Salvati l'anima conclude nel suo messaggio.ManHunter àu00a9 il film di Michael Mann da cui viene tratto lo spunto per la trilogia di Hannibal Lecter, di cui il terzo capitolo, Red Dragon, ne àu00a9 il remake. In realtà entrambe le pellicole si sono ispirate al romanzo di Thomas Harris, intitolato Drago Rosso (Red Dragon).
La diversitàu00a1 tra i due titoli, il ruolo di protagonista affidato a Will Graham in Manhunter e ad Hannibal Lecter in Red Dragon, riescono a far dimenticare che lu00c2'una àu00a9 un rifacimento dellu00c2'altra, ma ciàu00b3 che rende il film di Michael Mann unico, àu00a9 che si tratta di un capitolo a sé stante. Will Graham viene coivolto al cento per cento nella situazione, in quanto padre e marito minacciato da un pericoloso assassino sterminatore di famiglie, e sono i suoi pensieri e le sue ricerche a guidare tutta la vicenda.
Il linguaggio fotografico di Dante Spinotti (alla sua prima esperienza hollywoodiana) dipinge la pellicola con gli stati du00c2'animo del protagonista, alle volte filtrando le immagini attraverso il prisma (la visione distorta del prato dopo la fuga dal colloquio con Lecter) e valorizzando i particolari che il regista inserisce minuziosamente nella scena (ambienti, arredamento e oggettistica).
Il paragone tra le due pellicole àu00a9 naturale, ma molti sono i fattori che le distinguono. Come paragonare Anthony Hopkins a Brian Cox, Harvey Keitel a Dennis Farina, Edward Norton a William Petersen?
Sono attori diversi, ma nel nostro immaginario collettivo Hannibal Lecter ha il volto e la voce di Anthony Hopkins, forse perchàu00a9 la Trilogia lo veste del ruolo di protagonista mentre Micheal Mann lo inserisce in un contesto secondario. Entrambi gli attori (Cox e Hopkins) incarnano il personaggio dello psichiatra con grande bravura, ma ne danno due interpretazioni diverse.I Panni del Serial Killer in Manhunter sono invece indossati egregiamente da Tom Noonan, la cui freddezza in alcuni punti riesce ad infondere un timore indescrivibile. Nella versione originale la voce àu00a9 un veicolo perfetto che porta in superficie anni di sevizie e torture che hanno forgiato il profilo dello psicopatico. Nellu00c2'edizione di Manhunter della Momentum Pictures, disponiamo di alcuni contenuti speciali tra cui unu00c2'intervista all'attore stesso, che parla delle ricerche fatte per preparare il suo ruolo.
Interessante il lavoro minuzioso che il cast, il regista ed il direttore della fotografia hanno portato a termine per realizzare il film.
Una nota di merito va alla colonna sonora ed in particolare alla splendida InAGaddaDaVida degli Iron Butterfly, che commenta la scena finale esaltando la violenza e la cattiveria dell'assassino, dipingendo di un'atmosfera infernale l'intera sequenza: un tocco decisamente geniale!Chi guarda Manhunter dopo aver visto Red Dragon potrebbe forse rimaner deluso ad una prima visione, avendo come lu00c2'impressione di vedere una brutta copia del primo (ma ricordatevi che si tratta di una pellicola del 1986, uscita quindi molto tempo prima rispetto alla saga che tutti voi conoscete), forse per via dell'atmosfera un pò demodàu00a9 e per le scene di violenza alle volte ammorbidite, ma una seconda visione àu00a9 utile a rivalutare il tutto e a dare un'identitàu00a1 allo splendido lavoro di Micheal Mann.
Chi invece lo guarda per la prima volta senza conoscere la trilogia non puàu00b3 che rimanerne affascinato.
Manhunter àu00a9 assolutamente un film da vedere, non solo per gli appassionati di Hannibal Lecter che desiderano approfondire le radici de Il Silenzio degli innocenti, ma per tutti gli amanti del thriller.

 

Articoli correlati

 

Copyright © Splattercontainer | Informativa sulla Privacy | Powered by Tix Production

 

  • gunceladres.top - bahis siteleri - casino siteleri - alanya escort