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Maial Zombie: Anche i Morti lo Fanno

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Maial Zombie: Anche i Morti lo Fanno 2.00 of 5 1 Vote.
Chi ha detto che l'essere zombie sia necessariamente una sventura? Provate a pensarci: forza fisica eccezionale, quasi immortalità, immunità a malattie, traumi o sostanze tossiche...non è nemmeno necessario cucinare prima di mangiare!

Naturalmente è demenziale auspicare di diventare morti viventi, ma questo film, in fondo, non pretende di essere nient'altro.

La trama: un gruppetto di tre ragazzi di liceo, sfigati e sbeffeggiati da tutti, finiscono per gioco in mezzo ad un rito voodoo, prova generale prima della resurrezione di Kurt Cobain. Nessuno ci crede, ma miracolosamente qualcosa và per il verso giusto e i tre si ritrovano morti, ma non troppo. L'incredulità e la paura iniziale si trasforma ben presto in euforia per la nuova condizione, che permette ai tre di superare di slancio la loro sfavorevole posizione sociale. Tra studentesse e professoresse ninfomani, alcool e droghe varie, battutacce per lo più a sfondo adolescenzial-sessuale, i ragazzi riscoprono a malavoglia il desiderio di vivere e, soprattutto, di non finire in putrefazione. Trovano un'improbabile pozione di guarigione dallo zombismo (indovinate come si chiama il librone da cui prendono spunto...) che pare funzioni, ma...e se fosse davvero meglio non-morire, piuttosto che vivere?

Per non rimanere delusi da quest'ennesimo teen-horror demenziale (questa volta dalla Germania, che ci ha più abituato allo splatter forte ultra-low-badget che ad altro) bisogna guardarlo con la piena consapevolezza di quello che è. Molte delle battute e situazioni comiche sono telefonate, ma dopotutto discretamente riuscite, poche quelle davvero divertenti. Infinite le citazioni e gli omaggi, dalla quadrilogia di Romero (come poteva mancare Zombie direttamente dalla tv di uno dei protagonisti?) ad Asterix ed Obelix!!! Uno degli aspetti più simpatici è la spiritosa vena anti-francese, immancabile per una produzione tedesca di questo tipo. Inoltre, benché gli attori siano tutti alle prime armi o quasi (comunque nessuna esperienza fuori dalla Germania), se la cavano, risultando dopotutto credibili.

Non lascerà certo il segno questo film, molto lontano dalla comicità composta e raffinata di un qualsiasi Shaun of the Dead inglese, ma senza pretese è godibile e non annoia affatto (anche perché è corto rispetto agli standard degli ultimi anni...non necessariamente un difetto). E non lascerà delusi i cacciatori di citazioni.

Master splatter: La bellona di turno al protagonista: Dai, vieni, fammi vedere di cosa sei capace... Zac! Ehi, ma ti è caduta una palla!. Ops..."|1|9|342|Recensione del Film: Maial Zombie: Anche i Morti lo fanno Malabimba|malabimba-recensione-film|2005-11-22 19:14:32|2005-11-22 19:14:32|2012-09-20 11:38:21|146|Nel castello dei Caroli si sta svolgendo una seduta spiritica, quando la medium entra in contatto con uno spirito vendicativo e particolarmente interessato al sesso femminile. Le sue vittime preferite sembrano infatti essere le donne presenti nel maniero, tra le quali predilige la giovane Bimba (Laennec), figlia del proprietario Andrea (Enzo Fisichella). Tra quelle vetuste mura si litiga per il patrimonio di famiglia, fra lascivi contatti carnali e tentativi di corruzione. In mezzo a tutto ciò Bimba rivela un evidente cambiamento di personalità, manifestato apertamente durante una cena di famiglia con comportamenti e dichiarazioni volgari rivolte ai vari componenti della famiglia. Anche suor Sofia (Giordano), la tutrice della ragazza, subisce negativamente gli eventi che, poco alla volta, degenerano e trascinano il gruppo verso i più lubrichi atteggiamenti. Bimba ha modo di apprendere molto attraverso tale situazione e non tarderà a rivelare ciò che si nasconde dentro di lei: una sera si reca nella camera dello zio e lo uccide durante un amplesso. Suor Sofia cela la verità ai parenti della vittima per salvare Bimba, ma tanto altruismo non verrà ricompensato adeguatamente, diventando oggetto delle attenzioni carnali della ragazza posseduta.



Andrea Bianchi, qui presente sotto lo scontato pseudonimo di Andrew White (che utilizzerà in svariate occasioni nella sua carriera), maschera da film horror una storia a forti tinte erotiche. Non è esagerato affermare che la componente occulta è solamente una scusa per mettere in mostra le grazie delle protagoniste femminili, tra sequenze al limite della pornografia ed ammiccamenti sessuali di varia natura. Nella versione integrale sono presenti scene hard aggiunte in fase di montaggio, che non sembrano appartenere ai protagonisti della vicenda. Da parecchio tempo, infatti, si cerca di capire se la famosa sequenza del blow-job, che la graziosa Katell Laennec mette in pratica sullo zio Adolfo, venga svolta dalla protagonista stessa o da una controfigura. Aldilà di questi dettagli, la storia cade quasi nel ridicolo tra dialoghi banalmente in rilievo e lente immagini di corpi nudi che si susseguono, rallentando parecchio il ritmo del film. Le protagoniste femminili, tra le quali spiccano la sempre sensuale e brava Mariangela Giordano (icona di certo cinema bis italico) e la pettoruta Patrizia Webley, trascorrono la maggior parte del tempo senza veli, togliendo quel poco d'interesse anche dal punto di vista dell'eros. La sola colonna sonora, realizzata discretamente da Elsio Mancuso e Berto Pisano, non riesce a sollevare le sorti di una pellicola in cui gli effetti speciali sono completamente assenti, limitando ulteriormente l'interesse verso il titolo in questione.



Bianchi dimostra di non essere un cattivo regista, di avere cura delle inquadrature, dei dettagli e di saper scegliere gli ambienti adatti ad ogni circostanza, creando un'avvolgente atmosfera gotica cara a certo cinema degli anni 60. Peccato che tali sforzi siano resi vani da un copione risibile (la sceneggiatura è stata realizzata da Pietro Regnoli) e da dialoghi noiosamente scadenti. Tra gli interpreti da sottolineare la buona prova recitativa della già nominata Mariangela Giordano, la tutrice di Bimba, e di Enzo Fisichella, che ricopre il ruolo del padre della ragazza. Per gli altri rimane solo la presenza fisica e poco di più."

 

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