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Little Deaths

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Little Deaths 2.00 of 5 1 Vote.
Little Deaths è un'antologia composta da tre cortometraggi di circa trenta minuti l'uno.
House and Home (Sean Hogan) è la storia di una coppia alto-borghese che è solita ravvivare la propria vita sessuale a spese di malcapitati homeless. In Mutant Tool (Andrew Parkinson) una potente droga sconvolgerà l'esistenza di una prostituta tossicodipendente in cerca di redenzione. Con Bitch (Simon Rumley) si ritorna invece all'analisi del rapporto di coppia: come reagireste se la vostra ragazza vi trattasse come un cane in senso letterale?Le storie sono tra loro indipendenti, unite solamente dal tema di fondo indicato dal titolo, cioè l'intreccio di amore e morte. La petite morte è infatti un'espressione francese che allude all'orgasmo e allo stato di oblio di sé che ne consegue. Non fatevi però ingannare dal titolo altisonante e intellettuale: Little Deaths è uno shocker infarcito di sesso e gore.La volontà di disgustare lo spettatore medio benpensante è più che evidente, dalla blasfema benedizione attraverso pioggia dorata del primo episodio fino all'amore bestiale raccontato nel terzo. Il merito dei tre cortometraggi è tuttavia quello di non cedere alla tentazione della provocazione fine a se stessa che caratterizza tanti nasty movies. Dipingendo un'Inghilterra drogata e perversa, i tre registi riescono infatti a imporre all'attenzione dello spettatore problemi come il classismo borghese, la sperequazione economica e la tossicodipendenza: aldilà delle impeccabili apparenze, c'è del marcio anche in Gran Bretagna.Lodevoli negli intenti e tecnicamente molto ben eseguiti, i cortometraggi soffrono purtroppo di qualche problema di sceneggiatura.
In generale, la caratterizzazione dei personaggi è poco approfondita, quasi macchiettistica e i meccanismi del racconto risultano ripetitivi: dati uno o più cattivoni, noi spettatori siamo chiamati a schierarci dalla parte della vittima per goderci un colpo di scena finale stile chi la fa, l'aspetti. In particolare Mutant Tool - il corto che personalmente ho trovato più affascinante dal punto di vista delle suggestioni visive, tanto che certe immagini mi hanno ricordato l'inquietante Rubber Johnny (2005) di Chris Cunningham - è penalizzato da una conclusione troppo affrettata che lascia alcuni buchi nella trama.ENGLISH VERSIONLittle Deaths is an anthology consisting of three short movies, each one clocking 30 minutes circa. House and Home (Sean Hogan) tells the story of an upper-class couple that abuses homeless people to spice up the marriage. In Mutant Tool (Andrew Parkinson) a powerful drug will turn the life of an ex-junkie woman upside-down. With Bitch (Simon Rumley) the attention is again focused on a loving couple: what will you do if your sweetheart wants you to literally live a dog's life?The three tales are unrelated, sharing only the theme the title points out, i.e. a combination of Love and Death. La petite morte is in fact a French expression that alludes both to the orgasm and the feeling of self-oblivion that follows the coitus. However, you mustn't be fooled by the bombastically highbrow title: Little Deaths is a shocker full of sex and gore.The will to disgust the moral majority is pretty clear, from the golden shower blessing of House and Home to the bestial love of Bitch.
In spite of its excesses, the movie is never explicit and violent just for the fuck of it like most of nasty movies. In fact, by depicting a sick and perverted England, the directors stress various hot issues such as bourgeois classism, economic disproportion and drug-habit: beyond the stainless facade, there's something rotten in Great Britain too.Visually amazing and laudable for its social commitment, Little Deaths is unfortunately affected by various screenplay-related problems.
In general, the characters' construction is quite superficial. Moreover, the narrative scheme is repeated with very little variations for all the short features: given one or more big meanies, the spectator is asked to take the side of the victims to enjoy a what goes around comes around twist-ending.
Mutant Tool - my favourite short of the collection because of the creepy imagery reminding me of Chris Cunningham's Rubber Johnny (2005) - is particularly penalized by a hurried ending that leaves some annoying plot-holes.

 

 

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