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Leggenda Mortale

Rating: 1.00/5 (1 Vote)
Leggenda Mortale 1.00 of 5 1 Vote.
Nell'infinita ed ondivaga filmografia dedicata ai teen movies, Leggenda Mortale di Sylvain White (Stepping), è senz'altro una pellicola in saldo e di pessima rifinitura balneare. Ha però il curioso accorgimento di accostare gli episodi di So Cosa hai Fatto, al tema delle Urban Legend. L'esito non è però corroborante: abbiamo i consueti adolescenti americani, ricchi e noiosi (meno uno che è povero, depresso e drogato), capeggiati dalla solita bellona (Brooke Nevin, 4400) che tira le fila di una trama capestro in cui tutto suona contraffatto come se assistessimo alla finzione narrativa di un gruppo di attori che recitano sul set di un altro horror dentro e oltre il limite del nostro filmu00e2u0080u00a6Lynch sicuramente ne avrebbe distillato volumi. Qui il sangue si limita a macchiare la prospettiva di qualunque spettatore che potendo, concluderebbe in modalità f.forward l'abbacinante visione dei giovanili dilemmi amletici (come dilapidare l'altrimenti patrimonio dei ricchi e sempre assenti genitori), e invece si trova intrappolato in un imbarazzante marchingegno in cui l'unica consistente nota di pregio è offerta dallo sguardo di un regista che, pur carente nel comporre e ultimare il film, conosce bene la fotografia e sa perfettamente come regolare i tempi di esposizione della luce. rn
rn Basti pensare alla gita solitaria della bionda Amber (Nevin) che trascorre sul crinale di montagna un intero pomeriggio assolato, fino all'ora in cui morendo il giorno, l'attende qualche terrificante sorpresa serale: il passaggio tra lo smarrimento di non avere un mezzo di ritorno è abilmente sottolineato dai toni cupi e accesi con cui il profilo della ragazza digrada in una fotografia morbida e poco delineata, colori saturi in una notte che cala improvvisa e confonde tutto con il riflesso frastornante della pioggia.
rn Cinque ragazzi durante la celebrazione di un 4 luglio di iniquità, un gioco finito male e un segreto che desterà un mostro improbabile, The Fisherman, lo stesso che una decina d'anni orsono aveva terrorizzato, mutilato e ucciso i protagonisti di So Cosa hai Fatto, pellicola che riscosse un certo consenso negli states, con buon cast (Jennifer Lowe Hewitt, Sarah Michelle Gellar e Ryan Phillippe) e da noi equamente rinviato come ritaglio estivo senza infamia nè lode.
Un registro quello di Leggenda Mortale, dove ci si incammina fatalmente sul non ritorno dei sensi di colpa e di dialoghi che assumono l'incredibile prospettiva di soliloqui, in cui le certezze anche anche quelle metafilmiche della preannunciata strage del Pescatore, si sdilinquiscono nella boria disillusa di chi si muove inutilmente in uno spazio senz'altro sconfinato, ma inevitabilmente senza alcun orizzonte.

 

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