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Le Colline hanno Gli Occhi (Remake)

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Le Colline hanno Gli Occhi (Remake) 3.00 of 5 1 Vote.
17 Luglio 2005.
Un'allegra e spensierata famigliola si trova in viaggio con il proprio camper nelle lande desolate e roventi del New Mexico, quando ad un certo punto, lungo il tragitto, inspiegabilmente (almeno all'inizio) il loro mezzo perde il controllo, schiantandosi contro una roccia. Il camper è andato, sperare che i cellulari prendano in quei luoghi è praticamente inconcepibile...cosa potrà mai capitare di peggio? Sarà sufficiente attendere qualche istante per scoprirlo.


Dopo il successo dovuto al passaparola di Alta Tensione, Alexandre Aja ha avuto la possibilità di dimostrare le sue capacità e bissare il suo exploit negli Stati Uniti, grazie anche alla supervisione di Wes Craven, che gli ha affidato il rifacimento di uno dei classici più famosi della sua filmografia: Le Colline Hanno gli Occhi (The Hills Have Eyes). Chissà se il papà di Nightmare sarà ancora contento di questa scelta oppure avrà provato un pò di invidia nei confronti di questo giovane cineasta, visto che il lavoro realizzato da Aja supera di diverse lunghezze lo stampo originario, pur rimanendone comunque fedele.

The Hills Have Eyes 2006 ricalca infatti ogni virgola della sceneggiatura originale, lasciando intatti i personaggi, gli eventi e le situazioni che fecero la fortuna (meritata o meno) della pellicola del 1977. Quello che differenzia però quest'ultima dal suo remake è quella proverbiale 'marcia in più' che Alexandre Aja ha saputo infondere alla sua opera. Non parliamo quindi solo del budget, visibilmente superiore rispetto agli scarsi mezzi di cui allora dovette servirsi lo stesso Craven, ma di una visione d'insieme maggiormente caratterizzata. Più violenza quindi, più cattiveria, più deformità, più disperazione, più tutto.


Senza dover essere per forza edulcorato e perfezionista, Aja trasforma quel perimetro di deserto popolato da freak abnormali di origine radioattiva, in un inferno sulla terra per la famiglia Carter, che quell'anno ha avuto la sciagurata idea di non andare in vacanza al mare. Sicuramente l'insieme è valorizzato da un cast d'eccezione non usuale per una produzione di genere. La 'carne morta' della situazione, l'allegra famiglia medio borghese americana, composta da Aaron Stanford (La 25a Ora, X-Men 2 e 3), Vinessa Shaw (Eyes Wide Shut, Il Mistero dell'Acqua), Emilie de Ravin (la mammina di Lost) ed un irriconoscibile Ted Levine (Buffalo Bill ne Il Silenzio degli Innocenti), si contende con poche altre il ruolo di nucleo familiare più sfigato d'America, vista la sequenza a cascata di disgrazie che li aspetta. Ma i veri protagonisti di The Hills Have Eyes sono l'oscena famiglia di cattivi.


Michael Berryman (il Pluto del film di Craven) è brutto forte (purtroppo per lui anche senza l'ausilio del make-up), ma sembra George Clooney al cospetto del carrozzone di deformi, focomelici ed idrocefali che compone l'attuale famiglia del remake di Aja, quella che in mezzo al deserto ci abita e si procaccia il cibo nelle maniere più primitive. La vera novità della pellicola sono proprio loro, le creature generate sfogliando i libri di medicina, che solo la professionalità della K.N.B. EFX di Greg Nicotero sarebbe riuscita a riprodurre in modo convincente. Oltre ai 'veterani' Pluto (una via di mezzo tra Sloth dei Goonies e Johnny il Bello pre chirurgia estetica) e Jupiter (il grande Billy Drago, sfruttato solo in poche pose purtroppo), gli occhi delle colline appartengono all'impalcatura cefalica di Goggle e, l'inquietante, disgustosa calotta cranica spalmata su una sedia, interpretata dall'attore Desmond Askew (che già di suo ha una bel capoccione). Valorizzato molto di più il personaggio di Ruby (la giovane attrice Laura Ortiz), che diventa commovente nella sua breve parabola esistenziale.


A tutto ciò si aggiunge la conferma della salda e densa regia di Aja, che essenzialmente ripropone quanto era riuscito a realizzare in Alta Tensione, ma con una perizia maggiore, segno di una evidente maturazione artistica. La sua capacità di dare una valvola di sfogo alla violenza attraverso la macchina da presa fa solo sperare che non si metta in futuro a fare filmetti da educande. The Hills Have Eyes mutila, massacra, violenta, carbonizza e uccide in un crescendo di ferocia che per gli ultimi 40 minuti annichilisce totalmente. Crani spappolati, container di arti mozzati, carni sbranate, pelle lacerata dalle fiamme. Ora non resta che 'aspettare' The Waiting, prossimo progetto di Aja, ancora sotto l'egida di Wes Craven, per decretare completamente la caratura di cui brilla.

 

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