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La Tomba di Ligeia

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La Tomba di Ligeia 3.00 of 5 1 Vote.
Dopo la morte della prima moglie Ligeia, Verden si risposa con Lady Rowena, una nobildonna dai modi garbati che rimarrà subito affascinata dall'alone di mistero che circonda questo cupo signore. A complicare però da subito la nuova unione, sarà la presenza costante della defunta moglie, che come lasciò intendere poco prima di spirare, pare non voglia farsi sopraffare dalla morte e lasciare a qualcun altro, ciò di cui fu la sola padrona in vita.Ennesimo ed ultimo lavoro di Corman ad essere tratto dai racconti di Poe, La Tomba di Ligeia rappresenta la volontà di chi non accetta la morte come termine ultimo della propria esistenza e che, con disperata ostinazione, rimane aggrappato a quello che fu il proprio mondo. Ligeia è senza dubbio una figura predominante in tutta la storia e sebbene non si vedano mai frammenti di quella che fu la sua vita e le siano dedicate due sole fugaci apparizioni da defunta, il suo spirito e la sua grandissima volontà aleggiano in ogni scena, in ogni sguardo contrito di Verden, tanto da suscitare un costante interesse misto ad inquietudine per tutto lo scorrere del film.Inutile esprimere giudizi sull'interpretazione di Vincent Price, dato che questi ruoli gli sono cuciti indosso alla perfezione. In questa pellicola ci appare più tormentato e cupo che mai, legato inesorabilmente ad una donna che pare continui ad amare ma che allo stesso tempo lo inquieta, inducendolo a viverla come una costante minaccia.Nella prima scena, che per ambientazione e tensione emotiva risulta a mio parere sebbene molto semplice, la più entusiasmante di tutto il film, egli si rivela da subito convinto che lo spirito della moglie non abbandonerà mai né lui né quella che fu la sua casa: 'non è morta, non vuole morire', ma quella che inizialmente poteva sembrare la speranza di un innamorato ferito e incredulo innanzi ad un evento così tragico, perderà ben presto questa parvenza romantica. Non è infatti l'amore il fulcro attorno al quale ruota l'intero intreccio, nè tantomeno la passione inesistente tra Verden e la nuova Lady Fell, che viene tenuta costantemente a distanza e trattata con estrema freddezza, anche se poi si scoprirà non essere un atteggiamento voluto ma pilotato..Verden si invaghisce in breve tempo di quella che sarà la sua seconda moglie (certamente colpito dalla somiglianza con Ligeia, interpretata dalla medesima attrice) una donna raffinata dai modi dolci e garbati, ma l'unione sarà costantemente minata dalla presenza minacciosa di Ligeia, che riuscirà tramite messaggi inequivocabili a rendersi onnipresente, rimarcando il concetto di essere l'unica signora dell'abbazia.Dal canto suo il marito ne risulterà, è proprio il caso di dirlo, 'ipnotizzato', quasi smarrito in questa nuova situazione, mostrandosi terrorizzato e prigioniero del suo passato, non a caso tenterà persino di uccidere Lady Rowena, vedendo in lei il volto di Ligeia.Le due mogli come accennato prima, vengono interpretate egregiamente dalla Stepherd, una dama bianca e una dama oscura a confronto, con un'aura dalle tinte senza dubbio differenti, ma accomunate entrambe da una forte personalità.Splendide più che mai la ambientazioni, in particolare l'esterno del piccolo cimitero attorniato da resti di mura in rovina, espressione di un tempo che pare quasi vivere in un'eterna sospensione e l'abbazia, caratterizzata all'interno dai tipici particolari gotici utilizzati solitamente da Corman ma arricchita questa volta dalla presenza di elementi orientali che la rendono ancor più affascinante e carica di mistero. Nei sotterranei, dove più che mai si assapora la presenza di Lady Ligeia, prevalgono i colori del rosso e del porpora e il grande bracere sul quale sovrastano le statue di due fiere, sembra quasi indicare l'unico vero passaggio tra il mondo dei vivi e dei morti, una sorta di porta sull'adilà.Unica critica, o per meglio dire, un desiderio personale.. è il non aver approfondito ai fini della storia, il legame tra la civiltà egizia e Ligeia, legame che è sempre presente nella pellicola con una miriade di elementi visivi, dai sarcofagi alle maschere, fino ad arrivare al gatto, animale come sappiamo centrale nella cultura e religione egizia, che sanza dubbio è il primo alleato di Ligeia se non la personificazione di Ligeia stessa.Un excursus sui primi anni di vita di Ligeia (Verden ignora persino la data di nascita della moglie, il che ci fa intuire che la donna abbia origini piuttosto curiose) legata alla sua passione per questa affascinante cultura, non avrebbe che incrementato il fascino del personaggio e del racconto in generale|Non posso che esprimere giudizi complessivi positivi circa questa pellicola, che a mio parere risulta la più interessante, perlomeno da un punto di vista emotivo, del filone Corman-Poe.

 

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