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La Terrificante Notte del Demonio

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La Terrificante Notte del Demonio 3.00 of 5 1 Vote.
Un agglomerato di individui dalle più diverse personalità è in viaggio verso una non precisa meta. Un contrattempo li induce a trascorrere la notte nel castello del Barone Von Rhoneberg, sul quale grava un atavica maledizione: anni addietro il suo proprietario strinse un patto col demonio in persona; in seguito a ciò la primogenita di ogni generazione porterà segnato il marchio della bestia che silente la trasformerà in una indemoniata letale e lussuriosa, pronta ad eliminare chiunque le capiti a tiro. Nella fattispecieu2026i nuovi inquilini del castello!

Curioso horror italo belga che malgrado la dozzinale messa in scena e situazioni al limite del grottesco che inducono allo sghignazzo, coglie nel segno allorquando si sofferma sulla parte prettamente gotico - occulta: e così c'è il mai tanto reiterato patto faustiano, la maledizione diabolica, antri bui e oscuri, porte che cigolano, e l'eccitante diavolessa Erika Blanc (La Notte Che Evelyn Uscì Dalla Tomba), che con indosso scuri abiti succinti fustiga e punisce i poveri inquilini del castello. Aggiungiamoci anche una scena di amore saffico che poco spazio lascia all'immaginazione e il quadro è completo.
Il tutto propende a dare nell'insieme un tocco naif e speciale con l'ausilio di atmosfere tese e di buon livello.
Certo, Brismèe non è Margheriti e non si raggiungono gli apici di magistrali gioielli come La Morte Negli Occhi Del Gatto o Danza Macabra.
Preso atto di questo, abbiamo un horror gotico con tutte le virtù e lacune del caso e molte potenzialità talora inespresse. Il film infatti, malgrado i pregi ricordati, paga una recitazione troppo approssimativa, ingenua, quasi acerba specie nei personaggi di contorno, e la pochezza di budget si fa sentire.
Quindi: chi ama le atmosfere plumbee e dal forte sapore retrò lo amerà, chi è abituato all'horror più convenzionale e mainstream lasci perdere dal principio.
E non si dimentichi lui, che il demonio si che sa come interpretarlo.
Daniel Emilfork, attore gracile e filiforme coi denti sporgenti e un velo nero sopra il capo, offre una rappresentazione luciferina semplice ma terrorizzante, primordiale ma che alla fine raggiunge l'obiettivo prefissatosi: imprimere il suo volto nella produzione gotico europea dei primi anni '70 in modo da non lasciarsi dimenticare.
E noi, non lo dimenticheremo tanto facilmente.
Bizzarro, ma efficace.

 

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