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La Lupa Mannara

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
La Lupa Mannara 2.00 of 5 1 Vote.

Daniela, giovane donna figlia di un conte, scopre dopo un sogno di aver avuto un'antenata licantropo. Da quel momento in poi la sua vita cambia: comincia a comportarsi in maniera strana fino ad arrivare ad uccidere nelle notti di luna piena.

Nel frattempo la polizia si mette sulle sue tracce. Si tratta di episodi di follia o Daniela è realmente un lupo mannaro? La Lupa Mannara è il terzo lungometraggio di Rino Di Silvestro, regista che tra gli anni 70 e 80 realizzò diversi film dai tratti erotici-exploitation, vantando anche una collaborazione con Bruno Mattei. L'idea di base è abbastanza interessante: raccontare una storia di licantropia dal punto di vista psicologico piuttosto che da quello soprannaturale. Il tutto viene condito con un po' di materiale erotico e con un sottile retrogusto trash più o meno volontario. Purtroppo l'operazione non riesce o perlomeno non riesce del tutto, risultando piuttosto come un tentativo bizzarro e confuso di rivisitare la figura del lupo mannaro. Tanto che spesso la pellicola fa più sorridere che spaventare.

Nel ruolo della protagonista troviamo la bella Annik Borel, che si immedesima discretamente nella parte anche se a volte risulta fin troppo sopra le righe. Il problema principale della pellicola è quello di essere costantemente in bilico tra horror, erotico, drammatico e alla fine anche rape&revenge, senza approfondire nessuno di questi aspetti e lasciando lo spettatore a bocca asciutta. Per questo rimane difficile identificare un film come La Lupa Mannara, che finisce per non essere né carne né pesce. Peccato, perché alla fine dei conti gli aspetti positivi, seppure non molti, ci sono. Va riconosciuto al regista il merito di non aver cercato di riproporre la solita storia del lupo mannaro con tanto di peli, zanne e ululati, ma di aver voluto rappresentare una storia di violenze in cui la vittima arriva a diventare il carnefice.

Visto che l'intento era questo si sarebbe potuto esplorare di più il lato psicologico della protagonista e del suo passato in modo da fare arrivare il messaggio in maniera più diretta piuttosto che affrontarlo in un paio di discorsi abbastanza sommari. A proposito di discorsi, da notare che a tratti i dialoghi si fanno piuttosto complessi e articolati, cosa abbastanza inusuale per un film di questo tipo (e non è detto che sia un male). La parte effettistica lascia a desiderare, soprattutto per quanto riguarda il costume da licantropo, che non capisco perché ma un po' mi ricorda l'imperdibile La Croce dalle Sette Pietre.

La parte migliore sono sicuramente gli ultimi venti minuti, dove la storia comincia finalmente un po' ad evolversi fino ad arrivare al finale amaro ed azzeccato.La Lupa Mannara si può definire come un horror particolare, con tutto ciò che ne consegue. Senza dubbio con molti difetti e lontano dall'essere un bel film, ma se non altro dotato di qualche buona idea che riesce a farlo stare un po' a galla. Gli appassionati potrebbero anche farci un pensierino.

 

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