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La Lunga Notte dell'Orrore

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La Lunga Notte dell'Orrore 4.00 of 5 1 Vote.
L'anziano James Forbes (André Morell), docente della facoltà di medicina a Londra, riceve una misteriosa missiva da un suo ex allievo che fa il medico generico in un minuscolo paesino della Cornovaglia. Insieme alla figlia Sylvia (Diane Clare) il dottor Forbes si reca in soccorso del suo allievo Peter Thompson. Giunti in Cornovaglia i due cercano di far luce su numerose morti inspiegabili e su alcune... bare vuote! Il loro lavoro viene ostacolato dagli atteggiamenti dei locali che risentono dell'influenza negativa del villain di turno, il ricco e potente conte Hamilton (John Carson); quest'ultimo si dedica, insieme ad alcuni giovani scapestrati che gli fanno da guardie del corpo, a dei misteriosi riti magici che sono retaggio di un lungo soggiorno lontano dal suo ducato. Tra le vittime di questo misterioso contesto c'è anche Alice, la bella moglie di Thompson, amica d'infanzia di Sylvia.Con questa produzione della Hammer datata 1966 - il cui titolo originale è The plague of the zombies - ci troviamo di fronte ad una pellicola dal notevole valore storico sia per quanto riguarda l'horror in generale sia se restringiamo l'ambito ai film sugli zombies. Meno rilevante è il fatto che questo è l'unico film della leggendaria casa di produzioni inglese ad essere completamente dedicato ai morti viventi.La riuscita accoppiata John Gilling (regia) e Peter Bryan (sceneggiatore) traghettano - ed è proprio il termine più appropriato - per la prima volta gli zombies dalle lontane Antille (in questo caso Haiti) nel Vecchio Continente e più in generale nel mondo occidentale. Cinematograficamente si tratta di una lunghissima e frastagliata storia evolutiva, iniziata nel 1932 con quel White Zombie (L'isola degli zombies) diretto dal Victor Halperin ed interpretato da Bela Lugosi e che continua ancora oggi con prodotti popolari di grande successo quali ad esempio l'ottima serie tv The walking dead. Non citerò Il Gabinetto del dottor Caligari (1920) come precursore assoluto, altrimenti rischierei di dilungarmi eccessivamente.Ne La lunga notte dell'orrore il fenomeno della resurrezione è ancora legato ad antichi riti voodoo e i redivivi non hanno alcuno strano appetito, ma la messa in scena muta in modo radicale in quanto ci vengono esibite decapitazioni, profanazioni di tombe e, soprattutto, viene evidenziato l'aspetto politico legato ad un capitalismo industriale vessatore dei più deboli. Attenzione, ci troviamo due anni in anticipo rispetto al cult assoluto dell'allora indipendente George Romero: La notte dei morti viventi fu licenziato nel fatidico '68 ed iniziò a cancellare l'aspetto mistico-gotico dei morti viventi lasciando spazio al tema socio-politico oltre che alla scabrosità delle immagini.Mettendo da parte questi rilevanti aspetti va detto che il film diretto con ottima professionalità da Gilling ha un suo valore d'intrattenimento grazie all'inconfondibile stile retrò e un po' semplicistico della Hammer. I veri appassionati intenderanno alla perfezione ciò di cui sto scrivendo. Scenografie ben riuscite, alcuni evocativi esterni naturali (una vera rarità), dialoghi semplici ed un gruppo di buoni attori rende la sua visione più che piacevole. Il ritmo è quello classico di quegli anni, ma non trovo la lentezza di certe scene un difetto in quanto viene creata la giusta atmosfera nell'attesa del rito sanguinario o, ad esempio, dell'onirica e riuscitissima scena del sogno di Thompson. Inattesi sono invece la diminuzione del tasso erotico e l'aumento dell'aspetto gore e di suspense rispetto agli standard hammeriani. Ovviamente la paura è assai relativa. Due parole vanno spese anche per la metodica ed efficace interpretazione dell'esperto André Morell, il quale si costruisce un personaggio ibrido tra Van Helsing, Sherlock Holmes e Watson (anche lui medico); il suo Forbes è un dottore ma anche un detective spregiudicato, un padre premuroso e un uomo di scienza moderno e senza pregiudizi legati alla religione. Il suo lavoro tuttavia si ferma una spanna al di sotto dei più riusciti e atletici personaggi simili interpretati dall'impareggiabile Peter Cushing.Al suo esordio a Londra il film, com'era prassi negli anni '60, venne accoppiato ad un'altra pellicola: Dracula, Principe delle Tenebre. La visione è quasi obbligatoria per tutti i fan dei morti viventi e per gli amanti dei classici. Scoprirete cosi un piccolo gioiello - incredibilmente molto meno popolare di altri titoli dell'epoca - che ha fatto da spartiacque tra il vecchio stile e l'orrore moderno.

 

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