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La Casa - Remake [1]

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
La Casa - Remake [1] 4.00 of 5 1 Vote.

La Casa... mi tremano le mani dall'emozione mentre scrivo, l'attesa per questo remake è forte e doverne scrivere la recensione è insieme meraviglioso e tremendamente terribile, fortunatamente non ho una botola in salotto!

Ma iniziamo...siete curiosi!?

Come moltissimi ho amato il film originale, e il pensiero che dopo più di trent'anni avessero deciso di gettare in pasto anche questa pellicola sacra al Dio remake, mi ha fatta contorcere come un verme infilzato all'amo, ergo, ero già sul piede di guerra!E mentre l'attesa mi logorava e affamava dalla curiosità ho deciso di saltare a piedi pari indietro nel tempo...destinazione 1981!

Per chi avesse avuto la malaugurata idea di scartare questo titolo dalla propria cineteca, beh, scavi una buca profonda e ci si tumuli! Come dicevo, nell'ormai troppo lontano '81 usciva questa meraviglia chiamata The Evil Dead, (inizialmente intitolato Book of the Dead, ma scartato dal produttore Irvin Shapiro perchè temeva che i ragazzi, vedendo dei riferimenti letterari, disertassero le sale) frutto della fatica di tre esordienti: Sam Raimi (regista, all'epoca ventunenne!), Rob Tapert (produttore) e Bruce Campbell (attore e co-produttore esecutivo); il film fu prodotto con un budget limitatissimo, racimolato da Raimi e Tapert da varie fonti ed in parte ottenuti dalla casa distributrice dopo aver visto il cortometraggio Within the Woods.

Quasi improvvisato, girato in 16 mm e senza neppure l'ausilio del suono stereo, dato che non potevano permetterselo! Usarono però la forza di un'idea e l'energia che sa infonderti...

Stephen King, presente alla proiezione fuori concorso di Evil Dead al Festival di Cannes del 1982, lo giudicò uno dei suoi cinque preferiti film di genere. Anni dopo nasceranno gli altri due capolavori della serie: La Casa 2 e L'armata delle Tenebre.

Ed ora... torniamo ai giorni nostri.

La Casa (Remake)... mi immergo nella sala buia, il film sta iniziando, l'aspettativa è alle stelle... dopo un breve preambolo che fa da apripista all'introduzione della storia, eccoci arrivare nella radura che ospita il buon vecchio cottage dove Mia (Jane Levy) e suo fratello David (Shiloh Fernandez) hanno passato l'infanzia insieme alla madre, morta poi in un ospedale psichiatrico. Mia chiede al fratello, alla sua ragazza Natalie (Elizabeth Blackmore) e ai suoi due amici di infanzia Olivia (Jessica Lucas) ed Eric (Lou Taylor Pucci) di unirsi a lei per aiutarla a liberarsi dalla sua dipendenza dalla droga e di conseguenza dal suo tormentoso passato.

Mia e il fratello riescono in questo modo a riunirsi, dopo che David, non sopportando più il peso della malattia mentale della madre, le ha lasciate. Olivia è un'infermiera e mette da subito in guardia David sulla poca forza di volontà di Mia, che non è nuova alle promesse di farla finita con le sue dipendenze e che crolla inesorabilmente quando è preda dell'astinenza.All'insaputa di Mia tutti giurano che andranno fino in fondo e non le permetteranno di lasciare il cottage. L'astinenza esplode e Mia ne diviene la vittima, iniziando ad agitarsi sempre di più. Nel frattempo David ed Eric scoprono una botola nascosta sotto un tappeto che conduce in uno scantinato...lì troveranno ad accoglierli decine di cadaveri di gatti mummificati che penzolano dal soffitto e... Il Libro dei Morti.

Lo portano in casa ed Eric ne rimane affascinato a tal punto, che senza rendersi conto di quello che sta facendo legge ad alta voce delle strane parole in una lingua occulta liberando così il male...

Da qui in poi il delirio...

La scelta del regista cade su Fede Alvarez, un giovane filmaker che nel 2009 si fa notare grazie al suo cortometraggio di appena cinque minuti dal titolo Panic Attack (Ataque de pànico!), un thriller originalissimo che racconta l'attacco da parte di robot giganti a Montavideo.

Il corto, costato appena 300 dollari, raggiunge oltre sette milioni di contatti su You Tube, attirando l'attenzione dell'industria del cinema.

Raimi, Tapert e Campbell (qui in veste di produttori) non hanno dubbi e ad Alvarez vengono date le redini per il remake de La Casa. E Alvarez non delude, per fortuna. Il film è talmente sincopato che con gli occhi non puoi far altro che corrergli dietro, ritrovandoti sballottato da una regia che usa la cinepresa per farti volteggiare, correre raso terra, ondeggiare... fino a farti girare la testa come una trottola. Ma non è tutto...quando Alvarez apre le danze del sangue e della violenza è come ritrovarsi su un otto volante impazzito...non riesci a digerire quella che hai appena visto che sei catapultato a calci in una nuova scena lavata dal sangue. Lavata si, perché in questo film signori hanno usato circa 25.000 litri di sangue (finto eh!!!) e quasi 300 litri di vomito, fra test e riprese! 

Alvarez non si risparmia e non ci risparmia, andando a fare un bel lavoretto da certosino quando ti porta quasi a vedere le tonsille degli attori mentre si scannano a vicenda...e se all'inizio soffri un tantino per l'assenza di Ash, (pronti anche a venderci l'anima pur di vederlo buttare giù la porta a calci brandendo il suo mitico bracciosega!), colpa forse un po' della nostra malefica nostalgia e un po' per l'interpretazione un tantino fiacca di Fernandez, sei volente o nolente trascinato per i capelli in un vortice di nefande (eh si!!!) e implacabili efferatezze da dimenticarti tutto il resto.

Pertanto...quando il film è finito ero completamente frastornata sia dalle musiche realizzate da Roque Baños che da tutto quel corri corri da un massacro all'altro.

Ma ero FELICE! Il film merita davvero e soprattutto merita davanti un bello schermone cinematografico...quindi... lasciate a casa i parenti deboli di stomaco e correte a vederlo!!!

BUONA VISIONE!!!

P.S.Rimanete fino alla fine dei titoli di coda... uno zuccherino non si rifiuta mai!

 

 

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