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La Casa Muta

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
La Casa Muta 4.00 of 5 1 Vote.
Il film girato in un unico, lunghissimo, piano sequenza. Questa coraggiosa scelta registica ha certamente attirato molta attenzione sull'esordio di Gustavo Hernandèz, attenzione peraltro meritatissima visti gli straordinari risultati finali. Associato solitamente ai found footage, genere con il quale è in un qualche modo imparentato senza però farne parte, La casa muda sorprende per l'originalità del suo approccio estetico e visivo che porta sostanza ad una struttura narrativa dallo sviluppo certamente limitato.La storia incentrata sulla giovane Laura, perseguitata da misteriose presenze che popolano la casa abbandonata che è impegnata a restaurare assieme al padre, ricorda infatti le esplorazioni sul filo del rasoio dei found footage, sia nelle dinamiche fatte di attese e improvvise accelerazioni che per la narrazione in tempo reale. Vero o meno che sia il piano sequenza unico (a dire la verità ci sono alcuni momenti un cui il regista avrebbe potuto simularlo) La casa muda ne rispetta le implicazioni, il tempo reale appunto e l'assenza di stacchi nell'inquadratura. Se nel found footage tutto questo comporta l'immedesimazione con il protagonista attraverso lo sguardo soggettivo della ripresa documentaria, nel film di Hernandèz lo spettatore rimane tale pur infrangendo il filtro tra realtà e finzione cinematografica. In La casa muda ci troviamo comunque nella situazione di essere costretti ad immedesimarci con uno sguardo vivo, una presenza che non sappiamo identificare e che segue ossessivamente ogni movimento di Laura, indugia su particolari apparentemente insignificanti e a volte si ritrae per osservare gli eventi da un punto di vista particolare.Un'esperienza veramente inquietante anche perché il voyeurismo malsano della regia di Hernandèz si muove in un mondo di enigmi visivi: se negli esterni la fotografia può ricordare il freddo iperrealismo straniante di Yellowbrickroad, l'interno della casa è un surreale mosaico di apparizioni ed oggetti trasfigurati in presenze misteriose, a cominciare dalla spettrale luce al fosforo con la quale la protagonista si fa strada nell'oscurità della casa.Nonostante l'evidente sproporzione tra ricerca stilistica e approfondimento narrativo La casa muda è certamente più di uno straordinario esercizio di stile, è un'esperienza inedita che consiglio vivamente a chiunque, in particolar modo a chi comincia a domandarsi cosa di realmente nuovo stiano portando nel cinema horror i registi della nuova generazione.

 

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