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La Casa dei Fantasmi

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La Casa dei Fantasmi 2.00 of 5 1 Vote.
Il milionario Frederick Loren, organizza su richiesta della moglie Annabelle, una festa piuttosto particolare in una villa infestata dai fantasmi. Invitati a presenziare alla serata cinque sconosciuti, legati tra loro da un obbiettivo comune: chi passerà indenne la notte riceverà un premio di 10.000 dollari.William Castle, regista della pellicola che diede vita poi a un remake nel 99' dal titolo Il mistero della casa sulla collina, era noto per dirigere film a basso costo, i cosiddetti b-movie, film i suoi senza troppe pretese ma così ricchi di espedienti divertenti ed innovativi da risultare comunque originali e mai noiosi, com'è di fatto il caso de La casa dei fantasmi, o almeno in parte. La proiezione di questo film nelle sale americane, venne accompagnata nei cinema da simpatici effetti scenici con l'intento di coinvolgere e spaventare maggiormente gli spettatori in sala.Assolutamente da ricordare la collaborazione di Castle nel 1959 con Roman Polanski al capolavoro Rosemary's Baby.La casa dei Fantasmi è il classico caso che di solito definisco come un'occasione mancata, un terribile caso dove ai titoli di coda lo spettatore viene quasi colto da un malore e si trova a pensare ma come, già finito?.Ci troviamo innanzi ad un'ottima base con un'idea niente male, che per non essere stata sviluppata a dovere rischia di rimanere in bilico tra un prodotto piacevole e una pellicola mediocre. Il deterrente maggiore infatti non sta nella semplicità della trama, il cui inizio peraltro è davvero entusiasmante e ha il merito di invogliare lo spettatore a seguirne lo svolgimento, ma è insito purtroppo nell'essersi focalizzati per lo più su di un unico personaggio, tra l'altro il più insulso e privo di spunti tra i cinque invitati alla festa, e di trascinare quasi forzatamente questo spunto dai risvolti sterili, fino alla fine.La base da cui Castle parte è senza dubbio brillante: cinque individui diversi tra loro per ceto sociale e occupazione, accumunati però dalla smisurata sete di denaro, chi per vizio o necessità, che si trovano a doversi sfidare per un fine comune. Tra l'altro chi più e chi meno, sono dei profili assolutamente interessanti per caratteristiche comportamentali e caratteriali, e focalizzandosi sugli aspetti più caratterizzanti di ciascuno si sarebbe potuti giungere a innumerevoli risvolti, giocando per l'appunto sul limite estremo che ognuno di noi è pronto a raggiungere per soddisfare il proprio desiderio di denaro. Il motivo per cui questo piccolo antefatto, che rimarrà purtroppo solo un misero antipasto, non verrà minimamente sviluppato è davvero incomprensibile, dato che l'obbiettivo principale del regista pare essere dalla prima sequenza, quella di mettere in evidenza anche con grande aggressività, il periodo che l'America degli Anni 50' stava attraversando, uno straordinario boom economico dove il dio denaro una volta mescolate le carte attraeva chiunque, inducendo a qualsiasi bassezza per raggranellare qualche dollaro. Qui si era si era chiamati a rischiare la propria vita alla mercè di chissà quale genere di spettri e i nostri temerari eroi vengono miseramente abbandonati dal regista sulla via del successo...In tutto questo, neanche a dirlo, a risollevare le sorti di questa pellicola uno splendido Vincent Price. Con il suo solito carisma e stile innato, muove sornione i fili di tutto l'intreccio, manipolando a suo piacimento l'esito della storia, oscurando com'era prevedibile le altre macchiette anche solo con uno dei suoi enigmatici sorrisi. Davvero gustosi e molto ironici i siparietti con la moglie Annabelle, dove le frecciate al vetriolo che si scambiono i due sposi sembrano incutere più timore della casa stessa. Per il resto possiamo notare che il tutto non spicchi certo per coerenza, benchè Castle abbia il merito di alcune trovate piuttosto cariche di suspence.Resta pregevole sia l'uso della fotografia, che associato al bianco e nero di quei tempi, almeno per chi ne subisce il fascino, crea di per se un effetto molto suggestivo, che l'ambientazione dai tratti prettamente gotici dove possiamo incappare in sorprendenti momenti orrorifici nel senso più stretto del termine, quelle classiche sorprese che pare ormai non esistano più, che con grande semplicità riescono ancora a farci sobbalzare dalla sedia.Per gli amanti di Price, e per una particolare scena ambientata in una sinistra cantina, La casa dei fantasmi merita almeno una chance.

 

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