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La Casa degli Zombi

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
La Casa degli Zombi 2.00 of 5 1 Vote.
Uno zombie-movie che offre situazioni ormai classiche e viste mille volte, con scene di romeriana memoria con gli zombi ondeggianti sul declivio di una collina o la rimessa circondata, in cui i mostri entrano da tutti i buchi, anche di improbabile larghezza. La prima parte scorre un pò piatta, con una fase di presentazione dei personaggi forse eccessivamente lunga, ma tutto sommato la storia fila liscia, suscitando anche curiosità per la psicologia contorta e non immediatamente interpretabile della piccola Rosalie. Almeno fino alle prime morti, che peraltro non hanno particolare spessore (nella prima è interessante notare il bel gioco di luci e ombre prodotto dalla lampada ondeggiante della cantina, mentre la vecchietta urla e scalpita). La seconda parte è decisamente più rapida, scandita dalla discesa inesorabile dell'equilibrio mentale di Lem e Alicianne in fuga dagli zombi (curiosamente, dall'udito molto delicato). Forse questo è l'unico elemento interessante del film, discretamente interpretato da Laurel Barnett, anche se verso la fine la sua voce assomiglia sempre di più ad una sirena d'ambulanza. Sul lato tecnico sono più i contro che i pro, dovuti alla ristrettezza del budget e alla scarsa esperienza del regista (che sulla Rete non risulta aver fatto altri lungometraggi). Sono evidenti i suoi tentativi di proporre piani e angoli di ripresa non canonici, forse per aumentare il coinvolgimento dello spettatore, ma riescono in parte solo in un paio di occasioni. Il tutto poi è vanificato dal pessimo montaggio, con stacchi repentini di scena, a volte anche in momenti incomprensibili di climax o di attesa. Per non parlare della recitazione appena sufficiente, peggiorata ulteriormente dal doppiaggio in italiano a dir poco approssimativo (suggerimento di vederlo in lingua originale se possibile). Agghiacciante la colonna sonora di questo Rob Wallace. Ossessiva sì, ma in certi momenti assolutamente cacofonica e dissonante, tanto da dar fastidio. E a volte il legame con le immagini non è proprio lampante (se le note acute e insistenti del pianoforte vengono usate nelle scene di ansia, con ripresa sul bosco notturno, perché ogni tanto spuntano nelle riprese di interni quando la nonnina racconta la storia del suo inutile orologio?). Qualcosa di buono per i trucchi delle scene splatter, usati esclusivamente per visi spappolati, scarnificati e mangiucchiati. Sotto la sufficienza invece gli zombi: una via di mezzo tra cadaveri e gremlins, ritoccati con trucchi presi in prestito ai Kiss.
Nel complesso un film bruttino: per i fan da vedere almeno una volta giusto per completezza di cultura horror e per notare alcuni particolari interessanti, gli altri possono tranquillamente evitarlo.

 

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