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L'Uomo Senza Sonno [2]

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
L'Uomo Senza Sonno [2] 4.00 of 5 1 Vote.
La prima cosa che ci si domanda, approcciandosi a L'uomo senza sonno, è come abbia fatto Christian Bale a diventare così magro. Se non si leggono le note tecniche del cast, solo un occhio più attento può riconoscere nel protagonista di questo film lo stesso attore che ha impersonato il folle Bateman in American Psycho.Trevor non dorme da esattamente un anno. La stanchezza sia fisica ma, soprattutto, mentale lo hanno portato ad uno stato psichico dove distinguere la realtà dall'immaginazione diventa impresa ardua. Per un suo errore, un suo collega sarà coinvolto in un grave incidente sul lavoro e, da quel momento in poi, la vita di Trevor, nella quale ha fatto, nel frattempo, irruzione una nuova misteriosa persona, sarà irrimediabilmente compromessa.La prima cosa che salta all'occhio, almeno per uno che, come me, ama alla follia Dostoevskij, sono i diversi richiami che l'opera, sia nel suo svolgimento sia, soprattutto, in alcuni particolari disseminati nella pellicola, tributa al grandissimo scrittore russo.
E anche il tema portante dell'intera pellicola, il senso di colpa, è una delle tematiche che spesso Fedor ha affrontato.Certo, il film di Brad Anderson non rappresenta per il cinema quello che Dostoevskij rappresenta per la letteratura, visto che, in buona parte, ci troviamo di fronte ad una pellicola di intrattenimento, ma è da lodare lo spirito che ha animato i diversi tributi all'interno di L'uomo senza sonno.
Per quel che riguarda il film, ci troviamo di fronte ad un thriller serratissimo, dove la tensione non scema mai. Gli ambienti restituiscono alla perfezione la sensazione di chiuso, di oppressione, della quale il protagonista è preda fin dalla prima inquadratura. Come già detto, la pellicola è, in buona parte, rivolta solo al semplice intrattenimento ma, nonostante questo, sono tante le tematiche interessanti che Anderson butta sul tavolo: il già citato senso di colpa, la deformazione della realtà, il confine tra reale e immaginario. La claustrofobia perenne, unita alla magistrale interpretazione di Bale (a mio parere da Oscar), non lascia allo spettatore la forza di metabolizzare ogni scena, conducendolo in un vortice violento e asfissiante dove perderà ogni certezza.Il finale (anche grazie ai diversi sviamenti che il regista opera per confonderci le idee), per quanto vagamente intuibile almeno in parte, sarà lo stesso sconvolgente, anche per il solo, semplice motivo che riuscirà nell'impresa di farci riprendere a respirare, dopo la tensione accumulata nei circa cento minuti di durata del film.Insomma, un gran film. Il voto finale è forse, anzi quasi sicuramente, un po' eccessivo ma, di fronte a film del genere, per quanto ci possano essere dei piccoli (insignificanti) difetti, ci si può solo togliere il cappello!

 

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