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L'Ultimo Uomo della Terra [1]

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L'Ultimo Uomo della Terra [1] 3.00 of 5 1 Vote.
Richard Matheson è uno degli autori che ha maggiormente influenzato il cinema di Fantascienza ed Horror degli anni a venire. Innumerevoli sono le riduzioni cinematografiche realizzate dallo scrittore originario del New Jersey fino ad oggi, da Roger Corman alla serie Ai Confini della Realtà, ma non vi è alcun dubbio che il suo capolavoro ed il libro da cui il cinema ha attinto maggiormente è Io sono Leggenda. Quell'Omega Man con Charlton Heston, da noi conosciuto come 1975-Occhi Bianchi sul Pianeta Terra o il mitico capolavoro di George Romero, La Notte dei Morti Viventi altro non sono che la trasposizione in pellicola della incredibile vicenda che avvenne a Robert Neville nella mente dello scrittore statunitense: divenire l'Ultimo Uomo della Terra.
rn Curiosamente fu questa produzione italo-statunitense del 1964 a sfruttare e riportare per prima la novella di Matheson sul grande schermo.
rn Il Dottor Robert Morgan (il nome del protagonista fu cambiato per comodità dello spettatore) è apparentemente l'ultimo sopravvissuto della razza umana ad una epidemia che ha invaso il pianeta e che trasforma gli uomini, dopo una morte apparente, in vampiri succhiasangue. Gli esseri costringono Morgan ad un'estenuante prigionia nella sua casa dove l'uomo è assediato ed abbandonato alla disperazione, all'alcolismo e al dubbio che la sua strenue resistenza sia vana dato che ormai il mondo è finito e non può avere un futuro. Il medico cattura alcuni dei vampiri per fare degli esperimenti su di essi nella vana speranza di trovare una cura al male che ha estinto la sua razza, ma la solitudine comincia a portarsi via la sua sanità mentale.
rn Il film di Ubaldo Ragona, girato a Roma nel mastodontico quartiere dell'Eur, è il più fedele al libro di Matheson e fu un apprezzabilissimo tentativo italiano di fare della buona fantascienza interpellando una star come Vincent Price come protagonista.
rn Ai tempi il film non fu capito e visto con diffidenza proprio per quello che era: una pellicola horror italiana in bianco e nero. In futuro meriterà una rivalutazione come la hanno avuta le opere analoghe di Mario Bava e Antonio Margheriti. Certo la pellicola ha diversi limiti e sicuramente una storia come Io sono Leggenda ha bisogno di molto talento per essere raccontata per non cadere nel rischio di diventare noiosa. Inoltre personalmente credo che Vincent Price, che fu un grandissimo caratterista ed un attore di rarissimo carisma, non fosse proprio la scelta più azzeccata per vestire i panni del Dottor Morgan.
rn In definitiva il film risulta sufficientemente interessante e introspettivo e conserva questo primato di aver per primo capito la potenzialità di un grande romanzo, tanto da meritare di essere ricordato tra i 100 migliori film di fantascienza prodotti dall'Italia che, come sappiamo, non è mai stata particolarmente prolifica per quanto riguarda tal genere.

 

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