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L'Ultima casa a sinistra

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
L'Ultima casa a sinistra 3.00 of 5 1 Vote.
E' un Wes Craven ancora acerbo a dirigere questo durissimo film; si tratta in fondo della sua prima opera, ma ciò non toglie che Last House on the Left rappresenti una pellicola molto importante e ricca di spunti notevoli degni di nota. Di sicuro il fatto che la minaccia non sia costituita da mostri di varia natura e che il male sia qui rappresentato invece da quattro persone normali (fra cui spicca un David Hess, davvero sopra le righe) è motivo di interesse, e crea un precedente che dà vita ad una serie di pellicole ispirate a fatti di cronaca realmente accaduti (primo fra tutti Non aprite quella Porta) e caratterizzati da un tremendo, freddissimo, disturbante stile di regia quasi documentaristico, che non lascia spazio ad estetismi di sorta per lasciare sotto i riflettori la cruda realtà.

Mary ha appena compiuto diciassette anni, e per festeggiare decide di passare una notte in città con una sua amica. Alla ricerca disperata di marijuana le due ragazze incapperanno in due evasi che, spalleggiati da due complici altrettanto folli, le rapiscono e sfogano su di loro tutte le perversioni immaginabili. Pestaggi, stupri, torture psicologiche e fisiche: le ragazze sprofondano in un incubo sadico da cui non usciranno vive. In viaggio verso il Canada i quattro criminali vengono lasciati a piedi dall'auto, che esaurisce l'olio proprio in prossimità della casa di Mary. Decidono dunque di fermarsi a chiedere riparo per la notte spacciandosi per assicuratori in viaggio di affari, ignari di trovarsi dinnanzi ai genitori di una delle loro vittime, che scoperta la triste verità si faranno giustizia da soli.

Ad alleggerire la vicenda ci pensa una coppia di sbirri di montagna davvero ridicoli e, forse, evitabili. In effetti il film non è esente da piccole ingenuità - ad esempio, davvero poco verosimile la lucidità con la quale i genitori di Mary reagiscono non appena vengono a sapere della morte della figlia - ed alcuni dialoghi eccessivi e fuori posto avrebbero potuto lasciare spazio ad un silenzio decisamente più espressivo. D'altro canto, è davvero azzeccata la scelta di alternare in montaggio scene dei genitori sorridenti che preparano la torta di compleanno a scene invece di inaudita violenza anche se quest'ultima, spiace dirlo, spesso risulta gratuita e troppo fine a sè stessa.
L'opera prima di Craven è crudele, un pugno alla bocca dello stomaco, un manifesto dell'ultra-violenza, una mostra di atrocità che probabilmente sarebbe stata sviluppata meglio se il regista avesse avuto un briciolo di esperienza in più. Senza nulla togliere all'effetto totale/finale della pellicola; con una domanda che al termine resta marchiata a fuoco nel cervello dello spettatore:Quando la violenza è lecita?. Nota: praticamente introvabile la versione originale del film, vittima di estreme censure in tutto il mondo, a discapito di un veritiero giudizio globale sulla pellicola che in Inghilterra è stata bloccata addirittura per vent'anni."

 

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