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Kolobos: Trappola Infernale

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Kolobos: Trappola Infernale 3.00 of 5 1 Vote.
In una casa spiata da telecamere, vengono radunati dei concorrenti per realizzare un film, tramite appunto un reality. I concorrenti sono persone stravaganti, disilluse, apparentemente dotate di talento, di grande personalità ma tristi sognatori desiderosi di apparire e di afferrare l'ultima possibilità concessa loro. I ruoli sono delineati: attricetta priva di talento, comico fallito, ragazza dal passato funesto che viene da una casa-famiglia, studente che non crede nella società e nell'istruzione scolastica, e la commessa sognatrice. Un personaggio misterioso senza volto inizia ad uccidere uno ad uno tutti i partecipanti, comparendo saltuariamente da un televisore, ove si strappa lembi di pelle dalla faccia con un rasoio.Ruolo determinante hanno le scenografie: la casa è silente, minacciosa con i suoi animali impagliati ed i suoi manichini, in attesa di qualcosa, sospira e chiama per nome la protagonista, interagisce solo con lei poiché è la più sensibile tra i concorrenti. La casa con le sue stanze falsamente vuote, dona vera forma a quelle persone che la protagonista riesce a percepire e a riprodurre nei suoi disegni, lei non è come loro. L'instabilità psichica della protagonista fa apparire, dinanzi ai suoi occhi, figure senza volto che si contorcono e che la spiano da dietro le tende, dai vetri opachi delle docce. La musica contrappuntistica di William Kidd è composta da un sottile coro di bambini e un carillon: crea una sorta di contraccolpo in concomitanza di ogni omicidio, 'attaccandosi' lentamente sulla pelle dello spettatore. Nel credibile cast attoriale segnaliamo in una piccola parte la Scream Queen Linnea Quigley, invece merita una menzione speciale la protagonista principale, Amy Weber, che oltre ad essere bellissima dimostra di essere anche un'ottima attrice. Interpreta un personaggio vulnerabile e dolce, desideroso di cancellare un passato segnato dall'autodistruzione. I trucchi sono mediocri ma ruvidi (un omicidio viene ripreso da Profondo Rosso), con lame e artigli che escono dal pavimento e dai muri...si avverte un notevole compiacimento nel mostrarli. Gli artefici di questo percorso onirico, non sempre facile da seguire ma coerente, sono due registi poco conosciuti che sono anche autori dell'intrigante e solido script che si serve spesso dell'utilizzo di flashback per raccontare la vicenda.
Kolobos è una parola greca che significa 'mutilato': uno dei personaggi ci spiega che Zeus ha diviso in due le prime creature della terra, condannandole a vagare alla ricerca dell'altra metà. Sembra che l'inglese My Little Eye si sia ispirato proprio a questa pellicola.Kolobos, oggi io esisto!!!

 

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