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KM 31: Kilometro 31 [1]

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
KM 31: Kilometro 31 [1] 2.00 of 5 1 Vote.
Messico.
Presso il fiume Mexuac una giovane donna di nome Agata (Iliana Fox) diviene vittima di un terribile incidente. Siamo al km 31 di una spettrale strada circondata da boschi. A causare l'incidente è un bambino, più precisamente un bambino fantasma. La sorella gemella Catalina (sempre la Fox) capisce in modo quasi telepatico che è successo qualcosa di grave alla sorella e si precipita sul luogo dell'incidente. Dopo alcune visioni decide d'indagare, aiutata dal fidanzato Nuno e da Omar (il fidanzato di Agata), sullo strano incidente e su quel maledetto KM 31. Verrà così costretta a sondare anche il suo passato oltre il mistero legato a quel punto preciso della strada.

Con alle spalle una produzione ispano-messicana questo KM 31 si rivela una classica ghost story. Anzi, un'ultra classica storia di fantasmi, visto che la sceneggiatura si regge praticamente su tutte le più usuali situazioni di questo genere di film (in special modo quelle asiatiche). Il già visto o il già sentito è sempre dietro l'angolo per tutta la durata della pellicola. A partire dalle prime scene in cui è possibile vedere il fratello gemello del bimbo-fantasma di The Grudge/Ju-on, anche lui portatore insano di rancore. E che dire poi della scena praticamente copiata da Shining, mi riferisco al flash back in cui si vedono le due gemelle quando erano bambine. Originalità assolutamente non pervenuta.

A salvare in piccola parte le sorti di questo KM 31 ci pensa il giovane regista Rigoberto Castau00f1eda, il cui unico grande errore è stato quello di sceneggiare il film senza farsi affiancare da qualcuno più esperto e scafato. Ben congeniate e con il giusto pathos sono tutte le scene girate nell'ospedale insieme allo scontato ma spettacolare finale. Conclusione in cui vengono inserite dosi massicce di special fx che per pochi minuti distraggono lo spettatore dalla piattezza della trama e dalla banalità dei dialoghi. Ma è solo un artifizio. Movimenti isterici di camera si danno continuamente il cambio con lunghi momenti di placida apparente tranquillità visiva. Al grigio scuro di molte scene il regista sovrappone, ottimamente, i colori più vivi delle scenari più onirici. Gli aspetti positivi finiscono qui. Troppo poco.

Film piatto che finirà presto nel dimenticatoio. Le mie personali aspettative ricadono tutte su Castau00f1eda, da cui bisogna aspettarsi molto di più, viste le grandi potenzialità espresse in questo film.

 

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