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Junk

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Junk 3.00 of 5 1 Vote.
Quattro giovani ragazzi si improvvisano rapinatori e fanno un colpo in una gioielleria, tutto fila liscio e solo uno di loro risulta leggermente ferito ad un piede. Jun, il leader della banda, è in contatto con un boss della yakuza con il quale si accorda per effettuare uno scambio gioielli-denaro in una fabbrica abbandonata: in quello stesso edificio l'esercito Americano, in collaborazione con alcuni scienziati giapponesi, sviluppava, fino a poco tempo prima, un progetto top-secret di rianimazione dei cadaveri per motivi bellici, ma qualcosa non era andato secondo i piani. I giovani rapinatori e la banda della yakuza si troveranno in un inferno di morti viventi.

La trama di questo lungometraggio giapponese non è nulla di speciale né di inconsueto, il tema dell'esperimento sfuggito di mano è presente in più film di zombi e non solo. Quello che rende 'Junk' una pellicola interessante è l'essere un tributo a tutto ciò che ha 'fatto storia' nel cinema occidentale sui morti viventi, soprattutto ai 'b-movie' del genere, mi riferisco in particolare al celebre Zombi 2 di Lucio Fulci. Anche la trilogia di Romero viene più volte citata, soprattutto nelle scene di cannibalismo, ma la cosa è tutt'altro che sorprendente data la sua estrema notorietà. 'Re-animator' di Stuart Gordon, viene richiamato grazie al siero di colore verde fluorescente, identico a quello utilizzato dal dottor Herbert West, che anche in 'Junk' serve a risvegliare i cadaveri, nonchè in un'altra particolare sequenza splatter, più precisamente nel finale, quando si assiste a delle viscere umane che prendono vita e attaccano un uomo, dando anche una strizzata d'occhio a Splatters - Gli schizzacervelli di Peter Jackson.


Sono proprio gli zombi di Fulci ad avere la citazione più evidente, sia per quanto riguarda il make up dei morti, in vari stadi di decomposizione, sia per alcune sequenze, in particolare il risveglio di alcuni cadaveri avvolti in teli bianchi e la loro soppressione mediante un colpo di pistola alla testa che tinge di rosso il bianco delle lenzuola, cosa che accade più volte nel piccolo 'ospedale' dell'isola dove si svolge il classico di Fulci. Le scene gore riprendono un pò tutte le opere citate, con una verve in più per quanto riguarda il sangue: 'Junk', da buon prodotto giapponese, non si risparmia quanto ad emoglobina e gli schizzi vermigli sono portati all'eccesso come si vede in molti film dell'estremo oriente tipo Ichi the killer di Takashi Miike o le scene dei pugni dirompenti in 'Tokyo Fist' di Tsukamoto, per citarne tra i più conosciuti. 'Junk' ricrea ambientazioni, scenografie ed effetti speciali con le tecniche dei classici horror anni 70/80 (non c'è traccia di computer grafica), e tutto ciò rende quasi incredibile che sia un film così recente (è infatti datato 1999): a mio avviso sta qui il punto forte della pellicola, la grande abilità con cui il regista, Muroga Atsushi, ci proietta ai tempi d'oro del trionfo degli zombie-movies.

Nella caratterizzazione della gang della yakuza abbiamo un inconfondibile tocco pulp alla Tarantino, i personaggi non possono che ricordarci, per aspetto e per modo di vestire, 'Le iene' dell'omonimo film del regista Americano, tra l'altro estimatore di Fulci e del cinema Italiano degli anni '70 e ricambiato da una grande ammirazione da parte del maestro quando ancora era in vita. Anche i giovani rapinatori ci ricordano un altro celebre 'pulp movie', un film intitolato 'Killing Zoe' del regista Roger Avary: le loro maschere raffiguranti volti demoniaci, indossate durante la rapina iniziale e la musica tecno che fa da sottofondo alla scena, ricordano molto la pellicola sopracitata. Come è facile intuire anche la sceneggiatura di 'Junk' è stata scritta dallo stesso Muroga con la collaborazione di Katsumoto Yoko, Terao Emiko e J.B. Baker, che caratterizzano in modo particolare la gang della yakuza ed il loro leader Ramon (Tate Gouta), personaggio in bilico tra la parodia del gangster e la figura del criminale stereotipata al massimo.


L'attenzione per i personaggi e per i richiami a pellicole storiche compensa lo svolgimento della storia che è invece lasciata un pò a sè stessa e a tratti superficiale, dal momento che tutto è imperniato unicamente sull'assedio dei morti viventi nell'edificio e sulla lotta per la sopravvivenza dei malcapitati protagonisti. In conclusione, un film consigliatissimo per i nostalgici dell'horror vecchia maniera e per i patiti del gore estremo (anche se i più pignoli troveranno alcuni effetti speciali un pò rozzi).

Curiosità: Gli attenti osservatori noteranno che all'apertura del film ci sono delle inquadrature improvvise, alternate al buio e scandite da un suono meccanico, molto simili all'inizio del mitico film di Tobe Hooper del 1974 The texas chainsaw massacre...citazione o coincidenza?
- La locandina di Junk ritrae la prima ragazza rianimata dagli scienziati con in bocca un lembo di carne sanguinolento ed uno sguardo che denota consapevolezza e non panico o confusione come nella classica tipologia di zombi: nel film si scoprirà poi il perchè di questa eccezione.

 

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