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Il Tunnel dell'Orrore

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Chi fra voi qui presenti oserà affrontare il tunnel dell'orrore? Chi è tanto coraggioso? Chi di voi avrà l'audacia di entrare in un mondo di tenebre? Vi farà urlare di raccapriccio. Piangerete, implorerete misericordia, ma non vi sarà concessa nessuna pietà perché non esiste fuga dal tunnel dell'orrore. Chi avrà il coraggio, chi...

Queste le parole dell'imbonitore (Kevin Conway) all'ingresso del tunnel dell'orrore. Parole la cui agghiacciante eco assumerà il tono di una profezia per Amy, Buzz, Liz e Richie, due coppie di teenager che al termine di una serata trascorsa al Luna Park hanno la brillante idea di continuare a scambiarsi effusioni per il resto della notte nascondendosi tra fumi sulfurei, streghe di cartapesta e ragni meccanici. Spente le luci e calato il silenzio fra i vari baracconi, i quattro assistono all'omicidio di Madame Zena, la veggente del circo, perpetrato ad opera del deforme figlio del gestore. Tra i sinistri scricchiolii del tunnel dell'orrore ha così inizio l'ecatombe degli scomodi testimoni.

Reduce dai tutt'altro che esaltanti risultati al botteghino di Quel Motel vicino alla Palude, Hooper costruisce un solido film dell'orrore che all'interno del filone New Horror inserisce una riflessione teorica sulla corrente classica del cinema di paura. La citazione è infatti la cifra stilistica che permea la pellicola sin dalle prime inquadrature. Si veda in questo senso l'utilizzo che il regista texano fa dell'icona di Frankenstein: prima impressa sulla parete della stanza del fratellino di Amy, quindi come maschera indossata dal vero mostro per coprire la proprie fattezze. E ancora, nel salotto di casa la televisione trasmette La Moglie di Frankenstein, anticipando in questo modo la tragedia del mostro e il suo desiderio d'amore destinato come nel film di Whale a rimanere irrimediabilmente frustrato. In tema di deformità poi, le creature esposte al pubblico nel tendone del luna park rimandano a Freaks di Tod Browning (regista che al circo era cresciuto davvero). Ma l'occhio citazionista di Hooper si focalizza anche su ciò che di nuovo ha proposto il cinema horror in quegli anni. In questo modo la soggettiva iniziale dietro la maschera rimanda senza tema di smentite al primo omicidio di Michael Myers in Halloween di John Carpenter. Come già nei precedenti Non aprite quella Porta e Quel Motel vicino alla Palude, Hooper rispetta le tre unità aristoteliche di azione, di luogo e di tempo.

L'orrore si dipana tutto in una notte, nello spazio circoscritto del Luna Park, le cui luci sgargianti lasciano il posto, alle prime ore del mattino, ad un panorama desolante fatto di baracche vetuste che ospitano relitti umani che trascinano la loro diversità di città in città. Un contrasto reso lampante dalla fotografia del polacco Andrew Laszo (cui si deve la New York livida e notturna de I Guerrieri della Notte di Walter Hill), che ammanta i corridoi del tunnel dell'orrore con le tonalità accese del rosso. Altra similitudine con Non aprite quella Porta è la centralità della famiglia. Nell'assolata campagna texana la motosega di Leatherface è un baluardo con il quale un nucleo familiare rimasto senza lavoro a seguito della chiusura dell'adiacente mattatoio, difende la propria unità dalle sollecitazioni esterne; allo stesso modo il gestore del tunnel dell'orrore se da un lato non si fa scrupoli ad esporre il feto dell'altra sua prole deforme tra i fenomeni da baraccone, dall'altro si premura di coprire l'omicidio di madame Zena commesso dal figlio. Presto sarò vecchio medita l'imbonitore e mio figlio sarà il bastone della mia vecchiaia.

Il make-up della creatura è curato da Rick Baker, che in quello stesso anno, con Un Lupo Mannaro Americano a Londra, si sarebbe portato a casa un Oscar. In un primo tempo Baker avrebbe dovuto anche interpretare il ruolo del deforme assassino; la scelta è caduta in seguito sul mimo Wayne Doba. Da segnalare, nel cast, la presenza di Elizabeth Berridge (Amy) che avrebbe vissuto il suo momento di celebrità tre anni dopo come protagonista femminile di Amadeus di Milos Forman, mentre il piccolo Shawn Carson (Joey), fratello minore di Amy, tornerà curiosamente a fronteggiare le creature malefiche di un Luna Park itinerante in Qualcosa di Sinistro sta per Accadere, tratto da Il Popolo dell'Autunno di Ray Bradbury. Presente, anche se in un breve cameo (interpreta il Mago Marco), William Finley, protagonista del depalmiano Il Fantasma del Palcoscenico."

 

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