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Il Rito [2]

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Il Rito [2] 2.00 of 5 1 Vote.
Tratto dall'omonimo libro di Matt Baglio, una sorta di reportage sulle gesta di un vero esorcista di San Diego, il film dello svedese Mikael Hafstrom, già apprezzato in campo horror per il dignitoso 1408, vorrebbe dire la sua nel settore cinema satanico, che ultimamente sembra avviato verso una seconda, fortunosa, stagione dai risultati discreti come per Devil e meno discreti come L'ultimo esorcismo. In realtà il film di Hafstrom sembra volersi staccare dal sensazionalismo tipico dei prodotti del genere, cercando una strada più oggettiva.Analogalmente al libro il regista ci porta all'interno di un reportage dove l'aspetto romanzato sembra omaggiare il capostipite di Friedkin. Anche qui infatti troviamo un prete colpito sulla via di Damasco al contrario, la Fede sembra allontanarsi dal giovane Michael, ossessionato dalla presenza del padre necroforo (interpretato da un granitico Rutger Hauer) e in particolare dalla visione del genitore mentre prepara la madre all'estrema unzione, obbligando proprio in questo frangente il figlioletto a imparare i trucchi del mestiere. Un bizzarro incidente obbliga il novello prete a benedire per la prima volta una morente, il suo vicario che assiste alla scena crede nelle potenzialità religiose del ragazzo e per non perderlo lo manda a Roma a conoscere i segreti del settore più nascosto della Chiesa, quello dei preti esorcisti. In particolare Michael dovrà affrontare il controverso Padre Lucas e un potentissimo demone che sembra si sia impossessato di una ragazza messa incinta dal padre. Anche qui come ne L'ultimo esorcismo riaffiora l'ombra dell'incesto come elemento demoniaco scatenante la possessione. Hafstrom rinuncia ad effettacci gore, vomiti e giramenti di testa a 90u00b0 e punta tutto sulle atmosfere che, se da principio, rendono bene la suggestione dei drammi giovanili di Michael (un insipido Colin O'Donoghue) dall'altra scadono totalmente quando entra in scena Antony Hopkins, ormai più gigione di un Boris Karloff al termine della carriera e più simile al Gobbo di Notre Dame che ad un esorcista. L'attore, ormai riciclato in queste produzioni horror fatte con lo stampino, non riesce ad essere credibile: annaspa, strilla e prega facendoci rimpiangere ancora una volta Max Von Sydow e sopratutto Padre Karras.In definitiva Il Rito non è fatto male, le location italiane sono quelle giuste, la Maria Grazia Cucinotta è meglio far finta che non ci sia, d'accordo, ma la produzione c'è e si vede. Manca tuttavia la paura, manca l'angoscia, mancano i colpi di scena ed alla fine sembra che l'unica vera entità diabolica in grado di possederci, attraverso questa pellicola, sia il demone del sonno.

 

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