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Il Mostro dell'Obitorio

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Il Mostro dell'Obitorio 2.00 of 5 1 Vote.
Gotho (Paul Naschy) è un povero gobbo, ghettizzato ed oltraggiato da tutti, compresi i bambini del piccolo paese in cui vive e lavora come tuttofare nell'obitorio della clinica locale. L'unica persona che prova affetto per il deforme e ritardato Gotho è la bella Ilsa (Maria Elena Arpòn), malata incurabile. Dopo il suo decesso il mostro decide di rubarne il corpo, non prima di aver ucciso barbaramente i due portantini dell'ospedale che stavano violando la salma della sua amata. Contemporaneamente uno scienziato di nome Orla (Alberto Dalbés), osteggiato dai suoi colleghi per gli esperimenti estremi a cui sta lavorando, coglie la palla al balzo e promette a Gotho di resuscitare la sua bella in cambio del suo aiuto. Il compito è quello di raccattare delle vittime sacrificali da offrire in pasto alla sorta di Golem oggetto delle sperimentazioni del folle scienziato. Dopo diverse vicissitudini molto truci, Gotho si rende conto che il dottor Orla lo sta prendendo in giro. Si va così innescando la furia cieca dell'ex-complice dello scienziato pazzo.

Il Mostro dell'Obitorio può essere considerato alla stregua di un'utilitaria full optional. Utilitaria, perché siamo comunque al cospetto di un film assolutamente low-budget; full optional, perché in questo film c'è davvero di tutto: molte scene splatter, il classico scienziato pazzo, i mostri, un pò di romanticismo elementare, dei sotterranei bui e lugubri, degli strumenti di tortura dell'Inquisizione e tante scene un pò sopra le righe. Un ibrido virato sullo splatter formato da tracce de La Moglie di Frankenstein, La Bella e la Bestia e La Jena. Il tutto assemblato alla meno peggio dal regista Javier Aguirre (El Gran Amor del conde Dracula), in questo caso anche nella veste di sceneggiatore insieme al grande Naschy, anche lui nel doppio ruolo attore/writer.

Uno dei punti di forza del film si riscontra proprio nell'interpretazione di questo attore, simbolo del cinema di genere spagnolo, una vera e propria icona dell'orrore iberico e non solo. In patria questa pellicola è considerata come un cult. La sua fama varcò anche i confini spagnoli grazie alla mitologia che lo accompagnò negli anni immediatamente successivi alla sua pubblicazione. Si disse che in alcune scene girate nell'obitorio siano stati usati dei cadaveri veri e trafugati (come nel plot del film). Il sottoscritto ci crede poco. Più attendibili sono invece altre due storie che si tramandano. Riguardano i toponi usati in un paio di scene: veri e propri ratti di fogna professionisti e certificati. Beh, ad occhio e croce credo fossero proprio quel tipo di topi. Nella scena più spassosa in cui Gotho lotta contro queste immonde bestie, si vedono i sorci che fanno dei salti innaturali che neanche dei canguri riuscirebbero a fare. Il gobbo reagisce usando il fuoco per scacciarli. Così potrete ammirare dei topi fiammeggianti correre qua e la attraverso dei sotterranei. In effetti non farete fatica a capire che lo staff del film diede realmente fuoco ad alcune di quelle bestie. Siamo all'inizio degli anni '70 e molte leggi sulla tutela degli animali in campo cinematografico non c'erano ancora. Sempre durante la scena della lotta gobbo vs sorci pare che il povero Naschy sia stato morso diverse volte, con il risultato di un breve ricovero all'ospedale per evitare infezioni. Su questo ho davvero pochi dubbi.

Mettendo da parte il mito, c'è da sottolineare che il film spesso e volentieri ha delle incredibili cadute tecniche, dovute alla lavorazione in tempi ristretti come capita a quasi tutti i prodotti di questo genere. Il montaggio è davvero scadente per tutta la durata della pellicola. Non di rado si riscontrano scene completamente slegate dal contesto della storia condite da dialoghi assurdi e comicità involontaria. Gli effetti speciali ogni tanto falliscono miseramente, ma in tre o quattro occasioni risultano davvero disturbanti e ben realizzati. Il film resta comunque discreto, con una storia romanticamente estrema ed un finale lovecraftiano.

 

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