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Il Mondo dei Cattivi (Cortometraggio)

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Il Mondo dei Cattivi (Cortometraggio) 3.00 of 5 1 Vote.
Qualcuno ha detto che il mondo si divide in due, in buoni e cattivi, ma qual'è la linea di confine tra questi due mondi?
I buoni sono veramente buoni? O forse siamo tutti un pò cattivi?

Bisognerebbe partire da questa asserzione per capire al meglio l'ultimo lavoro di Alberto Donati, giovane regista che ha già alle spalle cinque cortometraggi, due documentari (uno dei quali trasmesso nel programma Fuori Orario di Enrico Ghezzi) e addirittura due lungometraggi (il suo Quell'estate del '78 è stato il vincitore del Joe D'Amato Horror Festival 2005).
Il Mondo dei Cattivi è il sesto lavoro di Donati nell'ambito dei corti, e si configura come quella commistione di pulp e horror che ha fatto la fortuna di diversi registi d'oltralpe, vedi gli ormai affermatissimi Tarantino e Rodriguez.

Quello che, per forza di cose, manca ai colleghi americani è la vena Calibro Spaghetti che invece connota fortemente la pellicola di Donati e la rende sicuramente degna di nota.
E' evidente sin dalle prime scene, come il regista abbia voluto creare un parallelismo, oltretutto riuscito, tra una caratterizzazione del personaggio tipicamente anni '70/'80, cara all'immaginario Tarantiniano, e un contesto palesemente ibrido, che spazia da un deposito di vetture destinate alla pressa a degli interni di Fulciana memoria (immancabile lo scantinato polveroso).
La vicenda è popolata da personaggi che ricalcano i classici stereotipi del mondo pulp, dal poliziotto con lo spolverino di pelle e i Ray-Ban a goccia, alla femme fatale con i capelli a caschetto (facile il paragone con la Mia Wallace di Pulp Fiction); apprezzabile l'idea (anche se rischiosa) ma non sempre riuscita: alcune figure sono al limite del demeziale e cozzano un pò con il contesto di crescente tensione che viene, a volte, bruscamente smorzato da una smorfia di troppo.


Tutto parte con il classico inseguimento tra guardie e ladri (con tanto di spruzzata di analgesico decongestionante!) e continua a ritmo serrato con l'ingresso della banda di rapinatori all'interno di una villa, nella quale decidono di passare la notte prendendone in ostaggio i residenti. Purtroppo è proprio nell'incontro/scontro tra i fuggiaschi e gli ostaggi (fratello e sorella) che il cortometraggio perde un pò la velocità che lo caratterizza all'inizio.
I dialoghi seguono schemi un pò troppo triti evidenziando, in alcuni punti, un'eccessiva ovvietà che non aiuta a tenere vivo l'interesse del pubblico.
Credo che il regista abbia volutamente reso i personaggi paradigmatici e fortemente stereotipati (vedi il capobanda o lo scagnozzo allupato), cosa che non sempre è funzionale alla trama che acquista, in questo modo, toni, in alcuni tratti, un pò scontati a discapito in particolar modo, proprio dei dialoghi.
Come è logico che sia, non tutti sono quelli che sembrano essere e, all'interno della villa, ne succederanno di cotte e di crude tra sogni erotici di infermiere in minigonna, frustate e sepolture non proprio ortodosse.


Menzione d'onore va alla colonna sonora, capace di sottolineare, sempre nella maniera migliore, tutti ciò che accade sullo schermo; bellissimo lo stacco finale sulle note della The House of Rising Sun portata al successo dagli Animals e qui proposta in una versione soft che svolge bene il suo lavoro di carta vetrata (Deodato e il suo Cannibal Holocaust insegnano).
Degno di nota è anche l'uso sapiente delle luci e delle inquadrature, mai banali e perfettamente funzionali al dipanarsi della vicenda che, lungo i suoi trenta minuti, assume sempre più toni neri a discapito di quelli più propriamente polizieschi.
Si, in effetti, siamo tutti un pò cattivi, no?

In definitiva Il Mondo dei Cattivi è sicuramente un lavoro più che valido, capace di coinvolgere e divertire senza l'uso eccessivo di effetti truculenti ed ettolitri di sangue; forse un'attenzione maggiore alla sceneggiatura, e in particolar modo ai dialoghi, lo avrebbe reso ancora più interessante sotto diversi punti di vista permettendogli di mantenere al massimo l'attenzione fino all'agghiacciante epilogo.

 

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