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I Vivi e i Morti

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I Vivi e i Morti 3.00 of 5 1 Vote.
Philip Winthrop giunge presso la tetra dimora della famiglia Usher deciso a ritrovare la fidanzata Madeline di cui ha perso notizie da tempo. Ma la famiglia Usher cela segreti innominabili che trovano un fedele custode nel fratello della donna, Roderick, il quale convinto della prossima caduta di ciò che resta della propria dinastia, si oppone all'unione dei due giovani in quanto gli Usher sono destinati ad essere maledetti.Da qui ha inizio la splendida collaborazione tra il regista Roger Corman e l'eccezionale Vincent Price, che insieme diedero vita proprio con questa sceneggiatura, alla prima di una serie di pellicole tratte dal genio sinistro di Edgar Allan Poe. La caduta della casa degli Usher è per suspence e tensione emotiva il prodotto più riuscito del filone Corman-Price, un viaggio dalle tinte oscure e decadenti attraverso il male che prenda vita...nella pietra, nella terra, nel sangue. Il mondo dell'occulto contro la logica dell'uomo moderno.Fedele al racconto da cui è tratto, il tutto è basato sulla netta opposizione tra ragione e superstizione, come può il male penetrare le mura di una casa se esso non è altro che un concetto astratto? Non lo è certamente per l'ultimo capostipite della famiglia Usher. Roderick ci porta per mano attraverso secoli e secoli di omicidi e depravazioni di ogni sorta, i suoi antenati hanno difatti macchiato di infamia la propria casata conducendola miseramente verso una fine orribile, un inferno che ha già iniziato ad ardere sulla terra come primo monito di un tormento eterno.Quando il male si scatena con una simile violenza protratta nel tempo, esso intacca tutto ciò che tocca, per questo motivo l'erba ha smesso di crescere intorno al maniero degli Usher, la nebbia ne lambisce le fondamenta, il sole ha lasciato il posto alla foschia e sinistri scricchiolii gridano ogni notte tra le mura in rovina. Tutto questo marciume raggiunge inesorabilmente gli ultimi portatori di quei geni malati, che sono destinati a seguire la tragica fine dei loro predecessori. A questo delirio tenterà di opporsi la mente lucida e razionale del signor Winthrop, per cui i morti giacciono sotto terra e non interferiscono negli affanni dei vivi, o almeno non contribuiscono ad aggravarne il peso.L'idea che il male si sia appropriato di questa dimora e dei suo possessori è resa in un modo stupefacente. Gli ambienti sono lugubri e in completo disfacimento, ma non ci si limita semplicemente a mostrare la desolazione di un castello in rovina, un po' come fu per la sinistra abbazia di Ligeia (ennesimo capolavoro di Corman) ma abbiamo la costante sensazione di una morsa che gravi pesante su ogni anfratto della casa, come se la terra umida da un momento all'altro dovesse cedere sotto le fondamenta inghiottendo in una voragine tutta quella miseria. E non è solo nelle cose che il male diventa un'entità fisica, esso si insinua subdolamente nei sensi dei fratelli Usher amplificandone sensazioni e percezioni che diventano così gravose da condurli sull orlo della pazzia.Sebbene anche in questa pellicola come in quelle che seguiranno, l'inizio sia fatto in punta di piedi con uno scossone qua e la di Price che ci conduce a piccoli passi nel vivo della storia, l'impatto che ottiene I Vivi e i Morti è senza dubbio quello di maggior forza ed effetto, e tra i film di Corman-Poe, risulta senza dubbio il meno statico.La trama ha un'evoluzione complessa che cattura subito l'attenzione dello spettatore grazie a particolari accattivanti e inquietanti, aggiudicandosi il merito di non avere un solo grande mistero finale da svelare, dopo il quale bene o male sappiamo già dove il regista andrà a parare, ma veniamo catapultati così velocemente in successivi avvenimenti da farci interrogare animosamente su cosa ci attenderà dopo la prossima porta, il tutto quindi condito da una grande suspence.Un'interessante novità inoltre è da riscontrare nell'uso di sfumature colorate per rappresentare l'idea del sogno, tecnica finora mai adoperata, una sorta di nebbia rarefatta che quasi trasfigura i volti dei suoi protagonisti, spezzando il ritmo della narrazione e creando cosi' un piacevole diversivo.Vincent Price, che come sempre si cala alla perfezione in qualsiasi personaggio vada ad interpretare, è un tutt'uno con la sua tetra dimora, porta tutti noi alla scoperta del suo incubo personale che se vero o frutto di una mente folle non ha importanza, perchè è la follia allo stato puro.Insieme a Corman, egli ha il grande merito di aver magistralmente trasposto l'idea di neogotico e decandetismo di cui Poe fu il precursore, nella prima di una serie di pellicole sempre all'altezza delle aspettative.

 

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