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I Tre Volti della Paura

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I Tre Volti della Paura 4.00 of 5 1 Vote.
Icona simbolo dell'artigianato cinematografico, Mario Bava ha sempre avuto notevoli difficoltà a farsi apprezzare dal pubblico italiano mentre, paradossalmente, le sue opere venivano idolatrate e incensate dalla critica d'oltralpe. Non a caso I Tre Volti della Paura è una coproduzione italo francese in cui il budget disponibile consente l'utilizzo di un attore protagonista di fama internazionale come Boris Karloff, a cui spetta il compito di anfitrione nei tre episodi che compongono il film. L'attore introduce la pellicola presentandosi al pubblico, dando le sue generalità (Buonasera signori, sono Boris Karloff...) ed è proprio questo continuo oscillamento tra realtà e finzione il leit motiv che Bava accentua maggiormente in questa sua opera. La paura diventa forma di intrattenimento, il cinema rivela la sua illusione sin dal principio e raggiunge la catarsi nell'ironico finale in cui lo stesso Karloff galoppa un finto cavallo senza gambe ridacchiando come un matto, mentre la troupe agita sotto di lui le frasche e i rami che simulano il movimento nella foresta.

Il primo racconto, Il Telefono, è tratto da una storia di F. G. Snyder (ma nei credits originali è stato erroneamente attribuito a Maupassant) e dispone di risorse veramente irrisorie per scatenare la tensione narrativa: un'idea alquanto banale come la telefonata minatoria, un appartamento ed un'attrice (la splendida Michèle Mercier), sembra quasi una scommessa per Bava: realizzare una storia di terrore con il minimo degli elementi disponibili. Il regista accetta di buon grado la sfida, accentuando la sottile voce dell'assassino che segue ogni movimento della protagonista e inserendo, a sorpresa, l'elemento lesbico, tema a dir poco scabroso ed innovativo che inasprisce maggiormente l'atmosfera malsana del racconto. Mario Bava apre quindi le danze di una pellicola Horror con una trama iniziale che vira più che altro verso il noir, forse un tentativo di andare per gradi o, più probabilmente, la volontà di mostrare che il primo volto della paura è l'uomo stesso, quello più terrificante ed implacabile.

Nel secondo episodio, I Wurdalak di Tolstoj, Bava si cimenta invece con l'orrore classico, inserendo Boris Karloff in atmosfere gotiche e nebbiose. Qui è la famiglia stessa l'elemento scatenante del terrore, una famiglia che evoca paure ataviche e maledizioni indissolubili dove l'amore diventa vampirismo e dove i vecchi e i bambini si trasformano in mostri assetati di sangue. Da un certo punto di vista Bava anticipa di undici anni la visione della famiglia mostro che Tobe Hooper realizzerà nel suo The Texas Chainsaw Massacre. In questo contesto la fanno da padrone le splendide scenografie di Giorgio Giovannini e la splendida ed evocativa fotografia realizzata dallo stesso regista, in collaborazione con Ubaldo Terzano.

Il terzo episodio, La Goccia d'Acqua di Cechov, vede una medium tornare dall'aldilà per vendicarsi del furto del suo anello da parte dell'infermiera venuta a vestirla sul letto di morte. Il volto contratto in un'eterna smorfia del cadavere rimane forse il momento più kitsch di tutta la pellicola, ma anche quello più suggestivo, grazie all'uso smodato di elementi classici del cinema horror come il suono ipnotico della goccia nel lavandino, il temporale e gli ambienti gotici delle antiche dimore dai soffitti alti, ma anche e soprattutto la sottile ambiguità in cui si dipana il racconto, tra realtà e finzione, che alimenta il dubbio se ciò che vediamo sia reale o frutto del rimorso della protagonista, rinvenuta cadavere il giorno dopo con le braccia serrate sulla propria gola.Curiosità: I Tre Volti della Paura è stato distribuito all'estero con il titolo Black Sabbath. Un giovane bassista di nome Geezer Butler, ispirato dalla visione di quest'ultimo, scrisse una canzone che intitolò proprio come il capolavoro di Mario Bava. Ma non è tutto. Nel 1969 Butler, insieme a Ozzy Osbourne, Bill Ward e Tony Iommi fondarono uno dei gruppi più celebri della storia della musica heavy metal. Il nome della band era proprio Black Sabbath."

 

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