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I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale

Rating: 4.00/5 (1 Vote)
I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale 4.00 of 5 1 Vote.
A Perugia, un misterioso serial killer si aggira per la città uccidendo giovani studentesse e facendo scempio dei poveri cadaveri. Alcune compagne di corso delle sventurate ragazze, profondamente toccate dai terribili avvenimenti, decidono di rifugiarsi nella casa di campagna di uno zio di una di loro per trascorrere qualche giorno di vacanza e lasciarsi alle spalle l'università e l'orrore. L'assassino le ha però seguite ed è animato dalle peggiori intenzioni.Pregevole precursore degli slasher anni ottanta, è opera dell'abile mano di Sergio Martino che, ispirandosi a Terrore Cieco di Richard Fleischer, prepara con Ernesto Gastaldi una storia avvincente e violenta e la dirige con la consueta abilità. Suspence e paura vengono ben amministrate lungo tutta la pellicola, giungendo in più occasioni a vette di tensione assoluta, come quando Jane resta sola in casa con il folle omicida o quando il ritardato mentale fa una brutta fine. Martino non lesina il sangue, proponendo un repertorio di efferatezze splatter al di là di quanto previsto dall'epoca, con mutilazioni sessuali che sembrano alludere al mostro di Firenze e minuziosi smembramenti fatti con il seghetto. Poi c'è il pepe dato dall'erotismo, un pò beat, un pò svedese, un pò perverso; speso tra nudi post-sessantottini, set fotografici per scatti proibiti, amori saffici interraziali e furiosi deliri di maschia impotenza. Anche il cast è all'altezza della situazione: Suzy Kendall fa gli onori di casa nel seducente gineceo del film, con Tina Aumont, Angela Covello e Carla Brait, mentre John Richardson e Luc Merenda si dividono i ruoli maschili principali.La colonna sonora dei fratelli De Angelis accompagna e completa lo svolgersi degli eventi, contribuendo a sottolinearne i diversi colori. A riconoscere il valore della pellicola sono stati per primi gli americani. Negli Stati Uniti è distribuita con il titolo Torso, in una versione più osé rispetto a quella per gli schermi nostrani. Il successo è immediato e il film diventa un cult. Alcune sue formidabili intuizioni vengono subito riprese e riutilizzate altrove, non solo oltreoceano. L'idea del gioco crudele con la chiave tra vittima e carnefice assurge addirittura a funzioni archetipiche per un intero genere. In Italia, invece, il film non ha una gran fortuna, anche per via del divieto ai minori che le sue scene più forti gli avevano fatto meritare. Gli servirà più o meno un quarto di secolo per essere rivalutato, sull'onda del Tarantino pensiero che, arrivato come un tornado nella laguna veneziana, ha stimolato un generale ripensamento della stagione dei generi del cinema italiano. E proprio dall'entourage del grande regista americano sono venuti gli omaggi più recenti all'ottimo thriller di Martino: il fake trailer Don't, inserito in Grindhouse e diretto da Edgar Wright, ricalca il trailer statunitense di Torso, nel montaggio incalzante fatto da Jerry Gross, mentre Eli Roth sceglie di fotocopiarne l'incipit in quell'apologia della cinematografia del Belpaese che è il secondo capitolo di Hostel.

 

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