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Hellraiser V: Inferno

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
Hellraiser V: Inferno 2.00 of 5 1 Vote.
Il tenente di polizia Joseph Thorne (Craig Sheffer) è sulle tracce di un misterioso serial killer che dopo aver ucciso un suo vecchio compagno di scuola, sembra voler proseguire, inarrestabile, la carneficina. Sul luogo del delitto viene ritrovata, abbandonata vicino al cadavere, una vecchia scatola di cui si ignora la provenienza e il male in esso contenuto. Una volta aperta tutto per Thorne sarà diverso, nulla gli apparirà più come prima. Ossessionato da inquietanti visioni a tal punto da non saper più distinguere tra realtà, sogno, immaginazione, il susseguirsi degli eventi gli apparirà distorto e caratterizzato da allucinazioni, incubi, visioni di delitti commessi da orrendi demoni che, prima seducono e poi trucidano la vittima, segnando così per sempre la sua esistenza. Inizierà infatti una lenta parabola discendente, un degrado psichico che lo condurrà alla pazzia. Ma prima c'è una missione da portare a termine, un bambino ancora in vita da salvare, le cui dita vengono ritrovate puntualmente sui luoghi degli efferati delitti, e una sottile linea di sangue che riconduce gli omicidi a una terribile leggenda incentrata sulla figura dell'Ingegnere, misterioso essere sospettato di essere il fulcro della catena di delitti.

Quinto capitolo della serie ideata da Clive Barker, uscito qui in Italia per il solo mercato home video, sorte che toccherà ahimè anche ai suoi seguiti, con la regia nelle mani di Scott Derrickson (Urban Legends: Final Cut) e netta sterzata rispetto ai precedenti episodi. Innanzitutto una maggiore introspezione psicologica dei personaggi rende la vicenda più vicina a un intricato film giallo-poliziesco che a un horror puro. Di conseguenza scordiamoci le inquietanti musiche del capostipite, l'atmosfera malsana e sporca, che lascia spazio a una fotografia nitida, patinata, caratterizzata da colori verde acqua e celeste che seppur di grande impatto visivo non si addicono alla serie Hellraiser. Discutibile invece la scelta di non far ruotare la vicenda attorno ai Cenobiti che in questa pellicola ricoprono ruoli assai marginali, lo stesso Pinhead si limita ad apparire pochi secondi e a pronunciare qualche battuta nel prevedibile finale.

Poche le scene di sangue ma dignitosamente realizzate, come l'omicidio della prostituta ad inizio film. Personaggi ottimamente caratterizzati tra cui spicca Craig Sheffer (Cabal) perfettamente a suo agio nei panni del corrotto protagonista, che tra un'allucinazione e l'altra intreccia amicizie con pedofili ed è dedito a vizi quali prostituzione, droga e alcol. Alcune sequenze inquietanti (il vecchio sulla sedia a rotelle nel corridoio dell'ospedale straziato da catene e uncini) e cenobiti nuovi di zecca (Wire Twins, Chatterer Torso) originali e brillantemente realizzati, per un film che contribuisce a mantenere su discreti livelli la serie, ma va preso come un capitolo a se stante, in quanto se non lo si considera tale è probabile rimanerne delusi.

 

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