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Hellblock 13

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Hellblock 13 3.00 of 5 1 Vote.
Hellblock 13 è un film sicuramente anomalo nel panorama delle produzioni Troma. Il consueto umorismo di grana grossa che caratterizza infatti le pellicole di questa major del cinema indipendente, lascia qui il posto ad un lavoro più compatto, un film dell'orrore nella più classica della accezioni, strutturato a episodi nella tradizione di pellicole come Creepshow o Trilogia del Terrore di Dan Curtis. La storia ruota intorno ad una serial killer, Tara, condannata alla sedia elettrica: la sera prima della sua esecuzione, la donna racconterà al suo carceriere tre storie del terrore.


La prima narra la vendetta di due bambini verso la madre assassina, la seconda l'incantesimo realizzato da una donna per fermare il marito violento, la terza il raduno di un gruppo di bikers per commemorare la loro sexy e defunta regina. Tre racconti diversi fra loro, ma accomunati tutti da un finale che, come ci insegnano i Fumetti EC degli anni 50, deve risultare il più spiazzante e crudele possibile.
Hellblock 13 è un film in crescendo: mentre il primo episodio appare fiacco e poco interessante, il secondo, pervaso invece da un'ironia feroce e crudele, è il gustoso antipasto al segmento conclusivo, sicuramente il più interessante. Il regista Paul Talbot (che già si era fatto le ossa nel genere con Campfire Tales, nel 1991) non lesina né in sangue né in scene piccanti (eccitanti le bikers lesbiche nell'ultimo episodio). Se aggiungiamo poi che Tara è una delle donne più sexy del mondo (la Debbie Rochon di Terror Firmer) e che il suo carceriere è il mitico Gunnar Hansen (l'uomo che indossò negli anni 70 la maschera del primo Leatherface), le premesse per un piccolo gioiellino ci sono tutte.


Peccato che il film paghi lo scotto di un budget miserrimo che mette in scena pessimi e ridicoli effetti speciali, i quali, se da una parte conferiscono all'opera quel gusto 'camp' tipico delle produzioni Troma, dall'altra ne sviliscono il risultato finale.
Per questo Hellblock 13 è un film discreto ma non ottimo, e dispiace tantissimo perché le carte per un titolo indimenticabile c'erano tutte. E' comunque innegabile come questa pellicola trasudi passione da tutti i pori, così come non si può non notare l'abilità del regista, al quale va il merito di realizzare un finale in cui elementi come la paura, la tensione ed il raccapriccio vengono perfettamente orchestrati.
Onori anche a Debbie Rochon, la quale ci regala l'interpretazione di una strega assassina da Oscar: la sua risata, la sua bocca sporca di sangue, sono cose che restano impresse nella memoria.
Peccato che la Troma non sia riuscita a ripetersi confezionando diverso tempo dopo un mediocre e poco attraente Tales from the Crapper, discutibile horror demenziale a episodi.

 

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