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Hatchet [2]

Rating: 3.00/5 (1 Vote)
Hatchet [2] 3.00 of 5 1 Vote.
Questi ultimi anni ci hanno regalato una vera e propria orgia di film horror a basso costo, di cui forse il 70% non è mai arrivato nelle nostre sale. Purtroppo si tratta di un'orgia per lo più quantitativa e quasi mai qualitativa, ma per chi mastica schifezze e weirderie varie in celluloide rimane comunque una decade felice. In tutto questo, se non si hanno particolari pretese ma se si riesce in ogni caso a godersi un buon filmaccio, seduti in panciolle con una buona quantità di birra al seguito, si scoprono una serie di piccoli gioiellini senza pretese ma con una serie di promesse mantenute, ovvero sangue, tette e frames grondanti di frattaglie, conditi con una buona dose di humor e una speditezza narrativa che lascia il sorriso ebete in faccia al cine amatore randagio. Tutto questo lo si trova in quest'operetta del giovane Adam Green, regista evidentemente innamorato dello slasher anni ottanta, perchè è proprio questo il periodo che si respira nel film. Hatchet ci riporta ai fasti della Full Moon Entertainment e dei suoi horror/sci fi di serie Zeta che divoravamo in Vhs anni addietro. Non a caso la pellicola si apre con il breve cameo iniziale di Robert Englund e il nome di John Carl Buechler nei titoli di testa come autore degli effetti Gore (è presente anche in veste di attore, interpreta Jack Cracker n.d.r.).Il buon John Carl, dopo essere stato un'icona dello splatter Fx nella scuderia di Charles Band, torna alla carica più in forma che mai con braccia strappate, spruzzi di sangue, impalamenti, decapitazioni e smembramenti vari ai danni di un gruppo di turisti in Louisiana, rimasti in panne di notte nella palude. Il gruppetto non tarderà a scontrarsi con un gigantesco essere deforme di nome Victor Crowley, armato di accetta e praticamente immortale. Praticamente non esiste storia, solo una lunga sequenza di omicidi più o meno efferati. Eppure il film risulta assai godibile, con interpreti sopra le righe, un ritmo snello e asciutto e una serie di dialoghi da delirio. Il finale è praticamente un omaggio a Friday the 13th ma ovunque si respirano citazioni e omaggi al grande slasher movie degli eighties. Fortunatamente Green ha il buon gusto di evitare l'abusatissima sega elettrica, preferendo una meno convenzionale smerigliatrice con cui il mostro ( interpretato da Kane Hodder, il Jason Voorhees degli ultimi capitoli dell'infinita saga di Venerdì 13) lucida denti e faccia della povera Joleigh Fioravanti.Hatchet in definitiva è un film senza pretese ma anche senza pecche o brutture varie, si bilancia quindi in un equilibrio da puro entertainment che ci riporta indietro di vent'anni e lo fa talmente bene che anche lo spettatore rischia di tornare ragazzino. Tutto questo, come sempre, è bellissimo!

 

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