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Halloween VI: La Maledizione di Michael Myers

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Halloween VI: La Maledizione di Michael Myers 2.00 of 5 1 Vote.
rnSintesi cronologica degli avvenimenti: il dottor Morte (Mitch Ryan), sommo sacerdote di una diabolica setta, ha rapito Michael e sua nipote Jamie, che dopo aver trascorso parte della sua vita imprigionata in un lager-laboratorio sotterraneo, ha dato alla luce un bambino frutto del seme dello stesso killer di Haddonfield. Una simile amenità genetica è parte integrante di un piano progettato dal crudele dottore che intende manipolare il nascituro offrendolo come ultimo sacrificio al boogeyman, in cambio di protezione eterna.

Questo è brevemente il succo di quanto ci viene offerto dal quinto capitolo. Jamie riesce nell'arduo compito di eludere la sorveglianza della prigione segreta, fuggendo via il più lontano possibile e portando con sè il bambino ancora in fasce. Immediatamente la setta invia Michael, controllato da loro come un burattino, per togliere la donna definitivamente dai giochi e farsi consegnare il piccolo. Nel frattempo, la casa dove tanti anni addietro Myers accoltellò la sorella, è ora residenza di lontani parenti degli Strode: Kara Strode (Marianne Hagan), volente o nolente sarà trascinata in un nuovo vortice di sangue che coinvolgerà lei, Tommy Doyle (il bambino scampato alla strage del 1978) ormai divenuto adulto, ed il dottor Loomis, neopensionato, trovandosi a tu per tu con l'incarnazione del Male. Il dottor Morte vuole a tutti i costi quel bambino al fine di terminare una serie di riti magici intrapresa nella notte dei tempi.
rnHalloween 6 è un film controverso e in quanto tale esprimere un giudizio a priori è impresa epica. E' banale e superficiale lanciare affrettatamente epiteti di sdegno nei confronti dell'opera, che va intravista in tutta la sua globalità e soprattutto nei suoi imprevisti retroscena. Il film è caratterizzato da un montaggio videoclipparo, con sequenze legate fra loro non proprio al meglio che danno palesemente l'idea dei vistosi tagli apportati (primo fra tutti il finale affrettato e inconcludente). A questi difetti si contrappone però una serie di elementi positivi che Halloween VI ci regala: il look notevolmente migliorato del Boogeyman e diverse sequenze degne di nota, come la maggior parte degli omicidi efferati o lo scempio di sangue commesso in sala operatoria.

E' doveroso, quasi obbligatorio, sottolineare che la parziale non riuscita della pellicola è dovuta sostanzialmente a una serie di inattesi intoppi che si rivelarono avversi quando il tutto sembrava degnamente realizzato, risultando dannosi sulla compiutezza generale. Bisogna annoverare l'improvvisa e drammatica scomparsa di Donald Pleasence, che frantumò quel castello di progetti edificato dai produttori della serie, i quali volevano erigere una sfolgorante parata di seguiti che avrebbero dovuto ruotare attorno all'eterna faida tra Myers e Loomis.
rnL'impossibilità di concretizzare quanto auspicato vincolò i produttori a ridimensionare i piani e imperniare la loro attenzione su qualcosa di meno longevo e duraturo. Il regista Joe Chappelle (Phantoms) si trovò costretto a rigirare nuove sequenze modificando radicalmente l'identità stessa del film. In realtà il titolo originale del progetto era Halloween 666 - The Origin of Michael Myers. La pellicola era predisposta all'incombente distribuzione, ma i motivi sopra citati indussero tutti coloro che lavoravano alla realizzazione, a prediligere una sorta di finale chiuso, purtroppo realizzato davvero male. Vi segnaliamo qui di seguito le differenze tra Halloween 6 ed il progetto discioltosi nell'oblio più totale.
La trama del film fantasma
Nelle principali sequenze è il dottor Loomis, che grazie a delle reminiscenze, afferma con convinzione di essere quasi riuscito ad arrestare la furia omicida di Michael, narcotizzandolo mentre era incatenato. Quando a demolire tutto, smitizzando così l'epica impresa, compare un nefasto personaggio chiamato dottor Death (dottor Morte), che libera il pazzo omicida dalle catene che lo imprigionavano e rapisce la nipote Jamie. Quest'ultima scappa dal laboratorio segreto che era divenuto la sua prigione, ma viene rintracciata da Michael (come nel sesto), il quale riesce soltanto a ferirla. Una volta condotta d'urgenza in ospedale, sarà lo stesso dottor Morte a porre fine alla sua esistenza con un letale colpo di pistola, visto che oramai il compito della donna è terminato.

Il figlio di Jamie viene tuttavia preso in custodia e tratto in salvo da Loomis e Tommy Doyle, ma il dottor Morte, deciso a tutto pur di appropriarsi del bambino, rapisce Kara Strode, minacciando di toglierle la vita se i due nuovi tutori del pargolo non glielo avessero consegnato immediatamente. Doyle e Loomis accettano quindi l'infame ricatto e quest'ultimo scopre con grande sorpresa che Death altri non è che il dottor Wynn, suo vecchio ed inseparabile collega e amico (nel primo Halloween Loomis informa la polizia che Myers è scappato dal manicomio e si rivolge ad un tale chiamato, per l'appunto, dottor Wynn).


Mentre lo stupore pervade la mente di Loomis, contemporaneamente entra in scena l'uomo con la maschera bianca, che invaso da un raptus omicida, stermina tutti i membri della setta ad eccezione di Wynn, contro il quale non sembra avere alcun potere (nel 6 invece stermina tutta la setta nessuno escluso). Tommy ingaggia un terribile scontro con il serial killer il quale ha la peggio finendo a terra, trafitto dalla RUNA THORN POSITIVA ritrovata in un laboratorio.
Tommy e Kara riescono quindi a fuggire mentre Loomis è pronto a far terminare questo incubo una volta per tutte: si avvicina infatti a Michael, il quale è ancora privo di sensi, brandendo una pistola e con calma siderale gli sfila la sua inseparabile maschera. Troverà però dietro quest'ultima il dottor Wynn, il quale, ormai prossimo alla morte, rivela a Loomis di essere stato quasi da subito contrario al progetto Thorn e alle sue nefaste conseguenze: è il simbolo impresso sul suo braccio che lo ha obbligato per tutto quel tempo ad agire in modo sconsiderato, è quel simbolo maledetto che gli ha imposto di proteggere Michael Myers e di vegliare su di lui.

Appena Wynn muore dal suo braccio infatti svanisce immediatamente il Thorn, dimostrazione che il compito del dottore ormai è stato portato a termine, ma come per un orrendo disegno del Male, riappare sul braccio di Loomis: ora è lui il nuovo protettore di Michael. Il povero dottore era stato coinvolto nei piani del Dio Samhain, il quale dopo averlo visto combattere per innumerevoli anni inumani scontri contro Michael lo ha quindi prescelto come sua nuova guida, riservandogli un infame destino. Le urla di Loomis riecheggiano nell'ospedale ma...dov'è il vero Myers? Una misteriosa figura con indosso il cappello e l'impermeabile di Wynn si staglia nell'ombra, per un attimo si ferma ad ascoltare le grida di Loomis, poi, lentamente, si allontana...Michael Myers è più vivo che mai.





Conclusioni: dettagli sui personaggi e sulle orgini di Michael
Alla base della pellicola vi è una complessa serie di figure e simboli riscontrabili nella simbologia celtica e ci vengono fornite delucidazioni sul passato di Michael e coloro che fanno da contorno alla vicenda. Il dottor Death è l'inamovibile, il supremo, il sommo capo di una funesta setta che nel 1957 marchiò sul braccio destro di un infante chiamato Michael il simbolo THORN, emblema rintracciabile nell'affascinante simbologia della religione celtica. Al termine del macabro rito il piccolo veniva munito di una esacerbante ed inaudita violenza, una forza malvagia intrinseca che avrebbe preso piede soltanto se si fossero verificati determinati allineamenti astrali, in quanto il rito era in simbiosi con l'astrologia. Questo sfocio di cattiveria che avrebbe devastato l'umanità si realizzò nel 1963, quando il piccolo Myers aveva la tenera età di sei anni: il bambino a quel punto cessava di esistere e preparava terreno fertile ad un alter-ego selvaggio e sterminatore di popoli che prende il nome di SAMHAIN (antica divinità).

L'interrogativo che vi starete certamente ponendo è:"Perché condurre ed innescare questa catena di riti?. E' presto spiegato: il dottor Morte ed i suoi adepti, mediante scrupolose ricerche, erano venuti a conoscenza che, stando sempre alle leggende celtiche, il malvagio Dio Samhain scendeva saltuariamente sulla terra, tra gli essere umani, mietendo il maggior numero possibile di vittime. Tramite abili accorgimenti si poteva ricevere protezione e rispetto, anziché odio dal Signore della Morte e a questo scopo Death riusci ad intrappolare l'anima della divinità in un essere umano (Michael), il quale avrebbe dovuto trucidare prima la famiglia di appartenenza. In cambio il dio avrebbe preservato e risparmiato la setta dalla sua collera e la sua ira si sarebbe a quel punto assopita, rendendo i membri di quella spietata comunità potenti ed immortali.

L'avvento di questa sinistra divinità richiedeva la simbolica presenza di una sua guida, di un protettore, di un druido. Ma chi sono questi individui? Secondo le antiche religioni celtiche venivano individuati nei più noti sacerdoti, medici, divinatori, uomini di incommensurabile sapienza che rivestivano ruoli di primaria importanza, insomma, la parte saggia del popolo, il riferimento culturale. Dotati dell'esteso potere di lanciare incantesimi, talvolta hanno perfino la possibilità di mutare le loro sembianze in quelle di feroci animali. Titolari della facoltà di dominare e gestire i cinque elementi naturali, mutano col variare della natura, reincarnandosi sovente in essa. Queste caratteristiche sono atte a completare il vasto repertorio di poteri di cui Michael è e sarà padrone indiscusso. Un'ultima considerazione: questo episodio, bello o brutto, insulso o controverso, rappresenta l'ultimo film della serie interpretato da Donald Pleasence. L'ultimo baluardo della sua ineguagliabile carriera. Il nostro eroe, colui che ci ha accompagnato durante le tappe della nostra infanzia nella lotta contro l'Uomo Nero, ci ha lasciato poco dopo le riprese del film. Lungi da me scadere nella retorica o in frasi fatte o peggio ancora nelle reminiscenze del caso, ma questa recensione vuole rappresentare un piccolo omaggio anche alla sua memoria e ben fatta o meno, quello che conta è il pensiero. Lui continuerà a vivere e ad esistere nei nostri ricordi, sarà sempre lì a rimbrottare qualche agente incosciente, ignaro del pericolo, sarà pronto a contrastare il suo antagonista di sempre, a dargli fuoco, a spararlo, testardo come non mai, ad esultare per una sua, vana, presunta, morte.
Noi fans vogliamo ricordarti e ti ricorderemo così. Grazie Donald."

 

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