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GoreGoyles: First Cut

Rating: 2.00/5 (1 Vote)
GoreGoyles: First Cut 2.00 of 5 1 Vote.
La serie Goregoyles nasce con l'intento di portare alla luce del mercato Home Video il meglio delle produzioni horror underground attraverso una formula che richiama i Tales of the Crypt: un narratore che lega inizio e fine del film all'interno del quale vengono inseriti dei corti horror selezionati dai bassifondi della cinematografia indipendente.
La possibilità offertaci da questa serie di Dvd è assai ghiotta in quanto ci permette di scoprire vere e proprie perle che altrimenti rimarrebbero sommerse nel marasma generale.
Come una sorta di Zio Creepy, un metallaro demenziale, chiamato Uncle Dodo, ci accompagna nel regno della Goregoyles promettendoci sin da subito Monsters...Demons...Blood...Guts.
Il primo film, Holy Terror, è quasi un lungometraggio, una no budget production ad opera di Augustine Arredondo, giovane cineasta che promette bene, a giudicare da quest'opera. Holy Terror è infatti una pellicola ben realizzata, piena di guizzi geniali e movimenti di camera che non hanno niente da invidiare ai registi professionisti americani. La storia è abbastanza semplice. Glen scopre gradualmente di essere posseduto da un'entità malefica che lo porta a compiere efferati omicidi. Si rivolgerà sia alla Chiesa cattolica che a quella satanista ma senza grandi risultati. A parte gli ottimi effetti splatter, ben dosati comunque, il film colpisce soprattutto per lo sviluppo della trama e lo spessore attribuito al personaggio (magistralmente interpretato dall'esordiente Robert Harvick), per la fotografia nitida e pulita, virtuosismi alla Sam Raimi, atmosfere cupe e terrificanti del miglior John Carpenter e uno stuolo di ottimi attori realmente calati nei loro personaggi (segnalo anche il bravissimo Brendan McNamara nel ruolo di Charlie). In certi momenti Holy Terror fa pensare a Bad Taste di Peter Jackson e Driller Killer, il delirante esordio di Abel Ferrara.
Il secondo film, Berserkers di Kevin Lindenmuth, non riesce purtroppo a mantenersi ai livelli del primo, ma è comunque un pastrocchio divertente di zombie con maschere di gomma (invero parecchio kitch) e budella di lattice. La storia non è però ben lineare ed alcune scene appaiono scadenti come qualità. Il rimando a George A. Romero è fin troppo scontato anche se il regista dimostra di apprezzare soprattutto Lucio Fulci con chiari riferimenti allo stile del compianto regista italico.
In definitiva questo primo volume della serie Goregoyles, oltre ad essere un'iniziativa assai lodevole, è un prodotto ben fatto, divertente e che ci offre la possibilità concreta di scoprire qualche giovane promessa dell'horror moderno, ancora segregata nei meandri del sommerso cinematografico.

 

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